EDIFICIO COMUNITA’

Photos by Beppe Giardino
Antonio Besso-Marcheis, Beppe Giardino · EDIFICIO COMUNITA’
Beppe Giardino

L’edificio è il risultato del concorso appalto indetto dalla Regione Piemonte, vinto nell’anno 2011, per la sede del nuovo poliambulatorio della Città di Ivrea. Il sito è parte dell’area ex-industriale Montefibre, collocata nella parte periferica sud della città in prossimità del fiume Dora Baltea. Il piano particolareggiato di zona ha previsto la demolizione degli edifici produttivi del complesso chimico, la bonifica del suolo e la riedificazione sulla base di un impianto generale che, nelle intenzioni degli estensori, si riferisce alla “ tradizione razionalista della matrice olivettiana” e prevede costruzioni a “stecche” isolate affiancate da una viabilità su griglia ortogonale e da un grande parco a bordo fiume.

Il piano particolareggiato ha fissato rigidamente l’impianto planimetrico, la pianta rettangolare (m. 58 x 14) ed il numero dei piani (sette) del nostro edificio. Il progetto rispetta i vincoli del piano di zona e sviluppa il tema dell’edificio “a stecca” stereometrico e l’organizzazione del programma della committenza sia in riferimento ai lavori sviluppati dal razionalismo per gli edifici produttivi Olivetti, come richiesto tra l’altro anche dal piano particolareggiato, sia in base al principio di una rigorosa coordinazione modulare, in pianta e alzato, degli elementi. La proporzione del 50% tra le superfici vetrate trasparenti e le parti opache consente la pratica possibilità di variazione alla configurazione degli spazi interni per le attività di laboratorio e ambulatoriali, in continua ridefinizione, in alternativa alla flessibilità retorica della “scatola di vetro”. La dicotomia si riflette nell’ adozione dello strato esterno in policarbonato alveolare traslucido per tutte le superfici opache dell’involucro, alternato alle partiture in vetro trasparente.

L’organizzazione distributiva, in senso verticale, prevede al piano terreno l’interfaccia con gli utenti con i centri prenotazioni e prelievi, ai piani superiori gli ambulatori ed i laboratori di analisi, al piano sesto gli uffici ed infine, al piano settimo, l’ attico con le installazioni tecnologiche per le energie rinnovabili. Al piano interrato è collocata l’autorimessa destinata ai veicoli di pertinenza.

L’intero edificio (struttura, elementi di facciata, scale, partizioni interne) è stato realizzato con sistemi costruttivi di tipo prefabbricato.

I sistemi tecnologici adottati tendono alla massima semplicità, economia e facilità di manutenzione. Coerentemente con questi principi la questione della “sostenibilità energetica” è stata affrontata in modo da evitare la superimposizione all’architettura di sofisticati e costosi dispositivi. Si è preferito ricercare e definire caratteri costruttivi e distributivi dotati di “sostenibilità intrinseca” quali:

  • orizzontamenti e zone opache dell’involucro esterno di tipo stratificato a basso costo con anima in calcestruzzo armato caratterizzati da forte inerzia termica;
  • organizzazione distributiva e morfologia della sezione interna all’edificio ottimizzata in relazione al fattore di luce media diurna per ridurre l’impiego dell’illuminazione artificiale durante le attività;
  • schermatura delle facciate maggiormente esposte alla radiazione solare (sud ed ovest) con louvres esterne fisse a sezione rettangolare integrate con l’ imbotte del serramento;
  • parti finestrate interamente apribili, con movimentazione manuale, in modo da consentire l’ immediato ricambio d’aria e la ventilazione naturale diurna/notturna per ridurre al minimo l’impiego della climatizzazione artificiale.
    Le partizioni interne e le controsoffittature metalliche sono realizzate con tecnologie di posa a secco in modo rendere attuabili gli interventi di sostituzione e modificazione con pratiche rapide a basso costo. A conclusione dei lavori l’edificio è stato intitolato “Comunità” in relazione con il messaggio e l’operato di Adriano OIivetti.
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