Lizières - Le Château

Il Castello di Epaux Bezu è solo uno dei sei edifici che compongono il complesso di Lizeres che attualmente è stato restaurato. Costruito alla fine del Settecento, ha una superficie di circa mille metri quadrati. E’ sopravissuto alle due guerre nonostante una bomba ne abbia completamente distrutto l’ala ovest che non è stata più ricostruita.

L'interno del Castello ha richiesto una ristrutturazione completa dovuta al suo stato di degrado, causato in parte dai numerosi interventi operati dagli anni 50 che ne hanno modificato completamente la sua natura ed estetica originale. L'unico elemento originale conservato è la scala principale.
Il progetto parte quindi da una riflessione su uno spazio interno completamente vuoto che doveva essere ripensato sia nell'uso che nei materiali.
Il budget per la ristrutturazione era limitato e questo ha fortemente caratterizzato le scelte sia formali che estetiche.

Grande importanza è stata data all'isolamento dell'involucro ed alla sua efficenza energetica: le finestre sono con vetro camera doppio, la copertura è isolata termicamente, così come le pareti esterne, là dove il limitato spessore lo richiedeva. Il riscaldamento e ottenuto da due caldaie a pellet collegato con dei pannelli a pavimento.

Il progetto d'interni è caratterririzzato dalla necessità di risolvere problematiche ed esigenze differenti. Il primo obiettivo riguardava l'uso degli spazi: bisognava fare coabitare nello stesso edificio più funzioni con diversi livelli di privacy. Gli spazi inoltre dovevano essere sufficentemente flessibili per poter sviluppare attività ed eventi di natura differente.
Tre sono gli usi principali del castello: attività, quali musicali, artistiche e fisiche, foresteria e residenza privata ad uso permanente.

Paolo Mazzoleni, Ombra Bruno, Christiane Egger · Lizières - Le Château
©sometimeStudio

Il piano terra è interamente dedicato alle attività da svolgere in comune: due ampie sale permettono usi diversi, dalla danza allo yoga ai concerti, conferenze e seminari ma anche esposizioni di arte. Uno studio di registrazione professionale realizzato con le più moderne tecniche di isolamento acustico risulta più isolato rispetto al resto ed ha un suo accesso indipendente. E ancora, una grande cucina permette l'incontro e una vita in comune ma anche corsi di cucina, o servizi di catering ad hoc. Infine un laboratorio / studio con un proprio bagno per un lavoratore autonomo e uno spazio ufficio con zona letto e bagno indipendente permettono usi diversi.

I piani superiori sono divisi in due nel senso verticale. Da un lato la zona abitativa, dall'altra la residenza temporanea. Quest'utima è stata pensata per poter assimilare usi diversi nel tempo e a seconda delle necessità. Ci sono 2 camere e 2 appartamenti con bagno privato. Uno dei due appartamenti ha la possibilità (prevista) di dividersi in due camere indipendenti ognuna con bagno. Per tutte le camere è prevista l’eventualità di aggiungere uno spazio cucina per trasformarli un giorno e secondo la necessità in studiò .

La parte di abitazione privata si sviluppa su due piani, il primo con una cucina, sala e uno studio sono pensati come spazi che fluiscono uno nell'altro ma che possono all'occasione separarsi e chiudersi grazie a 4 grandi pannelli che ruotano su un perno decentrato.
Al piano superiore ci sono due camere, una delle quali è concepita come un open space, con zona lavoro, relax, letto, cabina armadio e bagno, aperti e comunicanti sia visivamente che spazialmente la cui divisione è data solo dall'uso di arredi e della diversa scelta dei materiali al suolo.

All'ultimo piano è stato recuperato una parte del sottotetto per realizzare un appartamento indipendente dotato di cucina sala, due camere e un bagno.

Si è pensato di dare un aspetto sobrio all’insieme del progetto sia attraverso la scelta dei materiali di rivestimento che per quanto riguarda l'arredo.

Si è scelto per i rivestimenti dei pavimenti due materiali principali, gli stessi usati nella costruzione originale, il legno e la pietra. Per le camere da letto si è scelto un parquet chiaro, rovere sbiancato, certificato FSC e di provenienza francese che risalta la naturale luminosità degli spazi. Per tutto il resto ci si è rivolti al materiale che oggi meglio interpreta la pietra utlizzata all’epoca ma con maggior prestazioni, sia tecniche che di qualità prezzo, pur mantenendo un basso impatto ambientale: il grès, tipo pietra serena. La scelta è stata fatta per il suo colore (grigio chiaro) e la trama, che presenta solo leggerissime variazioni, e infine per la sua struttura liscia che abbinato al riscaldamento a pavimento da una gradevole senzazione al calpestarlo a piedi nudi.

Gli arredi hanno rappresentato una parte importante del progetto, perchè oltre a definire gli spazi dovevano anche darne un carattere. Si è cercato di rimanere in uno stile omogeneo preferendo per lo pià le linee sobre degli anni 50. Per ottenere questo risultato si è fatta una ricerca approfondita di tutti i mercati di antiquariato e modernariato, venditori di mobili di seconda mano, depositi, della zona e nei dintorni di Parigi.
Per arredare i circa 100 metri quadri sono stati acquistati un centinaio di arredi, tra tavoli armadi, lampade oggetti di varia natura, sedie sgabelli, tavolini da notte. Tutti questo è stato poi abbinato a invece mobili nuovi, proveniente da donazioni o da Ikea, e altre strutture simili.

Infine su alcune zone specifiche, come sulle porte e al posto delle testiere dei letti, sono stati fatti degli interventi di colore scelti in base as una palette preventivamente studiata e che ripercorre tutto l'interno del castello.

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