Concorso di idee per la progettazione del collegamento in sovrappasso all’Aurelia a Vado Ligure

Il progetto parte dall’assunto che un’opera di tali dimensioni non potrà essere invisibile, e che anzi la sua forte presenza dovrà diventare un’occasione per un intervento di alta qualità estetica, un sofisticato progetto di mobilità che integra arte urbana, landscape design e infrastruttura.

Esso si compone di due interventi principali:

  1. Il viadotto a quattro corsie veicolari e carbonodotto

  2. Le aree verdi di mitigazione ambientali a quota Aurelia

Il viadotto si divide in un ponte orizzontale di circa 140 metri e in due fasci di rampe curve di collegamento viadotto/ piano di campagna localizzate sia levante che a ponente del ponte stesso, di lunghezza massima di circa m 200 per parte ( lung. tot. 540 m).
Il progetto prevede che le strade e le strutture siano avviluppate da un “nastro” di acciaio corten (o di lamiera stirata di alluminio) a formare una gigantesca spirale metallica trapezoidale cui è demandato il compito di assegnare un’immagine unitaria ed un nuovo valore simbolico e monumentale all’infrastruttura ed al tempo stesso fungere da barriera antirumore. Attraverso gli ampi “strappi” in prospetto ed in copertura, il potente volume chiuso del viadotto si smaterializza facendo penetrare al suo interno la luce naturale; di notte invece la luce si irradia dai tagli trasparenti spezzando la scatola del ponte in tanti spicchi quasi privi di precisi contorni geometrici.
Come in una scultura di Richard Serra o di Eduardo Chillida, che utilizzano la massa, la gravità e le tensioni interne dei materiali come elementi scultorei, le lastre metalliche di facciata si protendono in maniera fluida verso il paesaggio accompagnando lo sviluppo delle rampe veicolari a sud e del carbonodotto a nord, costituendo al tempo stesso la barriera antirumore.
Il rivestimento esterno, alternativamente opaco o trasparente è composto da lastre di rivestimento di acciaio corten (o lamiera stirata di alluminio) e pannelli fonoassorbenti metallici nelle parti cieche, e da polimetilmetacrilato trasparente estruso con potere fono isolante in quelle a giorno.

Le aree verdi di mitigazione ambientali a livello dell’Aurelia

Il primo obiettivo del progetto è di restituire continuità urbana ed ecologica allo spazio sotteso dall’infrastruttura.
A questo scopo la circolazione veicolare e pedonale a raso tra l’Aurelia e la nuova piattaforma multifunzione è stata studiata in modo da formare una grande rotatoria di circa 40 m di diametro ( circa 1800 mq) che viene scavata “in negativo” rispetto al piano di campagna per creare una “zona umida” con acqua e vegetazione, riguadagnando idealmente la quota 0.00 del livello del mare, ormai allontanatosi dal fronte urbano a seguito dei successivi interventi infrastrutturali.
La “zona umida” con la sua vegetazione, permette sia di ricostituire la continuità ciclo-pedonale tra le due parti della futura passeggiata a mare come richiesto dallo SAU del fronte urbano portuale adottato dal Comune di Vado Ligure, sia di ottimizzare l’inserimento paesistico del viadotto nell’area C di radicamento della nuova piattaforma multifunzionale verso terra, identificata come “barriera filtrante” paesistico -ambientale delle attività portuali.
Qui con i terreni di scavo della zona umida e delle opere di fondazione, si realizzano circa 6.000 mq di colline di mitigazione piantumate.
Le specie arboree proposte sono tipicamente mediterranee, con presenza di specie sempreverdi ,adatte a condizioni di elevate temperature e ridotta piovosità, quali il Pino domestico (Pinus pinea), Pino marittimo (Pinus pinaster) e Pino d’Aleppo (Pinus halepensis), con un sotto bosco a macchia mediterranea con specie sempreverdi arbustive, come mirto (Myrtus communis), lentisco (Pistacia lentiscus) ecc. ed arboree di piccola taglia, quali corbezzolo (Arbutus unedo), orniello (Fraxinus ornus) e leccio (Quercus ilex).

L’illuminazione

E’ stata posta particolare attenzione alla percezione notturna del manufatto: è stata opportunamente studiata un’illuminazione urbana ed ambientale quale ulteriore elemento connettivo dell’ infrastruttura con lo spazio della città, per creare una scenografia urbana notturna autonoma e distinta da quella diurna, con una speciale attenzione al risparmio energetico ed all’inquinamento luminoso (per esempio proponendo l’uso di led o di “cut-off”).

Le strutture

La struttura del sovrapasso a quattro corsie sarà realizzata da tre travi reticolari metalliche tipo Vierendeel continue sull’appoggio dato dalla pila centrale e collegate tra loro da travi metalliche trasversali. Vista la grande luce esistente tra le pile di questa porzione del sovrapasso, è stato previsto l’utilizzo di travi reticolari in modo da sfruttare al meglio l’altezza disponibile per la sezione. All’estradosso delle travi secondarie sarà eseguito il getto della soletta in calcestruzzo armato.

×