Scuola Euristica

C’è una gioia nei boschi inesplorati, c’è un’estasi sulla spiaggia solitaria, c’è vita dove nessuno arriva vici­no al mare profondo, e c’è musica nel suo boato. Io non amo l’uomo di meno, ma la Natura di più.
(George Gordon Byron)

Eutropia, Luca Barontini, Simone Orlandi, Gabriele Martella · Scuola Euristica
Luca Barontini

L’orografia del luogo su cui insiste il progetto ha sin da subito palesato le sue difficoltà: un lotto di ridotte dimensioni e geometria irregolare, con una forte pendenza e, a monte, l’imponente presenza di un costone roccioso a ridosso della viabilità che cinge il perimetro dell’area.
L’architettura, risposta euristica e creativa ai dati del problema, ha faticato ad articolarsi su tale orografia soltanto fino al momento in cui il sito ha rivelato la sua gioia, la sua estasi: avere le spalle protette dalla montagna e lo sguardo libero rivolto vero un orizzonte lontanissimo aperto sulla vallata sottostante.
Natura al contempo ispirazione e protezione: quale migliore condizione ambientale che al contempo di­venta sinonimo di principio didattico-educativo?
Proprio le condizioni del sito hanno allora suggerito l’articolazione volumetrica, così l’architettura si è stra­tificata in tre livelli per finalizzare l’idea ultima di ottenere una scuola sospesa sulla natura, protesa verso l’orizzonte ma con le spalle protette dalla montagna:

  1. Il primo livello, PRIVATO, partendo dall’alto, si imposta alla quota della strada e si libra sulla vallata. In esso sono contenute le aule per la didattica distribuite da un connettivo che possiede al suo interno epi­sodi spaziali votati alla multidisciplinarietà.
  2. Il livello intermedio, AMMINISTRATIVO, contiene i servizi della scuola (uffici amministrativi, laboratori).
  3. Il livello di base, PUBBLICO, in cui sono localizzati gli accessi a doppio volume, contiene tutte le fun­zioni pubbliche (mensa, auditorium, biblioteca). L’architettura proposta possiede così due livelli di leggibilità: fruita dal basso, contiene l’idea di sublima­zione ascensionale verso la funzione principale, quella didattica, che risulta sospesa nella natura; al con­trario, fruita dal livello della strada a monte, l’architettura si palesa con un prospetto di un solo piano che nasconde le sue parti basamentali e traduce con leggerezza la volontà di inserirsi in un contesto naturale riducendone l’impatto visivo.
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Luca Barontini

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