Dispositivo

On moving in, only the bare necessities are provided: the building is watertight, with electrics, water, heating, ventilation and sanitation.
This has allowed us to keep the costs of the building down and for you to fit out the apartment in a way that suits you.

[British Pavilion, Venice Architecture Biennale 2016]

[A+M]² Architects · Dispositivo
[A+M]² Architects

*Ciò che io cerco di individuare con questo nome è, in primo luogo, un insieme assolutamente eterogeneo che implica discorsi, istituzioni, strutture architettoniche, decisioni regolative, leggi, misure amministrative, enunciati scientifici, proposizioni filosofiche, morali e filantropiche, in breve: tanto del detto che del non-detto, ecco gli elementi del dispositivo. Il dispositivo esso stesso è la rete che si stabilisce fra questi elementi[..] In breve, fra questi elementi, discorsivi o meno, c’è una specie di gioco, di cambi di posizione, di modificazione di funzioni che possono, anche loro, essere molto differenti. [..]Per dispositivo intendo una specie, diciamo, di formazione che, in un dato momento storico, ha avuto una funzione strategica dominante[..]si tratta di una certa manipolazione di rapporti di forze, di un intervento razionale e concertato in questi rapporti di forze, sia per svilupparle in una tal certa direzione, sia per bloccarle, oppure per stabilizzarle, utilizzarle. »
[M. Foucault “Il dispositivo e la libertà”]

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[A+M]² Architects

Il progetto di architettura si occupa di sintetizzare tale concetto utilizzando il pannello More nella sua semplicità e correttezza sintattica. L’obiettivo è quello di produrre una “Cave” e non un preciso “Nido/macchina” Corbuseriana. L’idea di serie e prefabbricazione impaurisce fortemente, nonostante sia la matrice del progetto More. Tutto ciò è in contraddizione con l’idea di riuso e recupero dove l’uomo adatta il suo modo di vivere ad una struttura che in precedenza era tutt’altro che un’abitazione. Ciò che vogliamo fare è questo: creare uno scheletro semplice e leggibile e lasciare che l’uomo lo colonizzi con colori e accessori, anche improbabili, ma che siano essi stessi specchio della sua personalità e del suo essere, che gli permettano di realizzare il “sogno” della casa. E’ necessario dimostrare che è possibile creare uno spazio che sia personalizzabile nella sua totalità pur partendo dall’industria e dal concetto di macchina. L’insieme di queste variabili [Diagramma] genera il “DISPOSITIVO”, fine ultimo del progetto di architettura e dell’abitare sostenibile, adattabile alle multiformi personalità e alle altrettanto differenti condizioni topografiche dei luoghi.

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