Palazzo Greco. Kalsa/Palermo

Ampliamento e Restauro nel centro storico

Marco Scarpinato, Lucia Pierro, AutonomeForme · Palazzo Greco. Kalsa/Palermo
© AutonomeForme | Architettura, 2015

Il progetto di restauro, ampliamento e completamento di Palazzo Greco elaborato da AutonomeForme (Marco Scarpinato e Lucia Pierro) mira a invertire l’approccio conservativo che ha caratterizzato i ripristini effettuati negli ultimi venti anni nel centro storico di Palermo.

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L'intervento propone una strategia di ridisegno urbano che si basa sul dialogo tra edifici storici, nuova architettura e landscape design esaltando quella che, più di ogni altra cosa, rappresenta l’essenza di questa città: la capacità di essere plurima e costruita attraverso la stratificazione.

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Palazzo Greco si trova nel cuore del quartiere della Kalsa, l'antica cittadella araba fortificata caratterizzata da un importante sistema di spazi pubblici e da significative relazioni paesaggistiche.

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Nell’area sono presenti alcune tra le più importanti istituzioni culturali cittadine tra cui il Palazzo Chiaramonte Steri e vari poli museali.

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L'edificio ha il suo fronte monumentale sulla Via Alloro, il principale asse viario della Kalsa su cui prospettano numerosi edifici nobiliari tra cui il Palazzo Abatellis, sede della Galleria Regionale Siciliana con il raffinato allestimento museale realizzato da Carlo Scarpa.

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L’intervento, di recente completato, interessa una superficie di circa 2.000 mq. su cinque livelli e comprende il restauro delle facciate, del cortile interno, della scala a pozzo e delle coperture, il consolidamento delle strutture e la ristrutturazione totale dell'edificio per ospitarvi spazi per la residenza, per la ricettività e botteghe per artisti ed artigiani.

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Palazzo Greco è caratterizzato da molteplici stratificazioni storiche, l'impianto originario, quattrocentesco, ha infatti subito numerose modifiche e addizioni che ne hanno determinato la forma attuale.

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All’interno dell’edificio sono stati ritrovati e oramai inglobati, solo per fare un esempio, un vicolo e una torre d'acqua di origine araba.

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La riscoperta delle tracce e la scelta degli elementi da preservare ha imposto un attento lavoro sul dettaglio con l'obiettivo di far leggere le molteplici stratificazioni della storia e, come nel caso della scelta di non ricostruire il partito decorativo della facciata laterale parzialmente distrutta dai bombardamenti, anche il ricordo degli eventi drammatici che hanno segnato l'edificio.

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Con questo obiettivo, sono state anche conservate alcune tracce dei precedenti interventi di consolidamento, come i robusti contrafforti realizzati nel dopoguerra sul fronte di Piazza Scopari che sono stati mantenuti per evidenziare il disegno della facciata creatasi dopo il crollo di una parte dell'edificio.

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Il piano nobile della facciata su via Alloro è caratterizzato da un raffinato partito decorativo realizzato nell'ottocento con intonaci giallo ocra e rosso.

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Per preservare i materiali originali, è stato realizzato un intervento di consolidamento con più di 1.000 chiodature in resina e titanio così che, oggi, quello di Palazzo Greco, è tra i pochi esempi di intonaco originale presente nel centro storico di Palermo.

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Attraverso la realizzazione di nuove terrazze nelle parti interessate dai crolli, l'intervento apre nuove vedute verso il waterfront urbano dominato dalla magnifica veduta di Monte Pellegrino e verso la Villa Garibaldi, un giardino ottocentesco progettato da Giovan Battista Filippo Basile, che ospita alcuni maestosi esemplari di Ficus magnolideum tra i più antichi e grandi d’Europa.

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Parallelamente all'intervento di restauro e alla riabilitazione della parte di edificio interessata da crolli, la riqualificazione del vuoto urbano creato dalle bombe che, durante la seconda guerra mondiale hanno distrutto parte del palazzo, offre una importante occasione per ripensare le relazioni dell'edificio storico all'interno del tessuto consolidato.

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L'intervento sul vuoto urbano permette di creare un nuovo percorso che, attraversando l'atrio monumentale di Palazzo Greco, riconnette l'antistante Palazzo Abatellis con la nuova piazza restrostante che offre una visione sullo stereometrico volume di Palazzo Steri e crea una nuova relazione tra piazza Marina e la Via Alloro.

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