CONCORSO DI IDEE PER LA PROGETTAZIONE DI UNA SCUOLA MATERNA

Paolo Granara, Francesco Campidonico, Diego Pedemonte Architetto · CONCORSO DI IDEE  PER LA PROGETTAZIONE DI UNA SCUOLA MATERNA
Paolo Granara

L’area di progetto risulta inserita nel tessuto aperto della cittadina di Dolzago, in continuità con la “città diffusa” caratterizzata dal sistema delle percorrenze stradali urbane e sub-urbane.
Si rende necessario inserire la volumetria del nuovo asilo, considerando le valenze degli spazi aperti del paesaggio urbano stradale, dell’area parco alpini, insieme ai perentori e definiti confini verso l’area industriale Bonomelli sugli altri lati del lotto.
La strategia progettuale propone un’integrazione fisica tra il paesaggio e il manufatto edilizio: la scuola materna, pur risultando caratterizzata da un’autonomia spaziale e funzionale, non può perdere l’occasione per attuare una ridefinizione urbana - ambientale, valorizzando le potenzialità del parco dell’area alpini come elemento di costruzione dello spazio aperto nella città, in una logica di arricchimento ambientale e sociale; al contempo occorre ridefinire le nuove interazioni dei ritmi differenziati del collettore stradale, dell’ambiente e dello spazio pubblico sul marciapiede urbano.

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Paolo Granara

S’intende attuare il controllo architettonico dei bordi di progetto, considerati strategici per aggregare il più possibile il tessuto urbano frammentario, di oggi e di domani.
Allo scopo di fornire continuità tra il progetto e l’esistente, di conservare nel tempo la struttura intesa anche come risorsa “immobiliare”, si prefigura una costruzione capace anche di sopportare ed “assorbire” ulteriori modificazioni dell’intorno, conservando nella “visione” della nuova opera, una possibile flessibilità d’uso e modificabilità del manufatto, “trattabile” nel tempo.

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Paolo Granara

A tale scopo il fabbricato si addossa sul perimetro di confine verso il parco alpini, mentre risulta il arretrato dalla via Montecuccoli e distaccato dal diaframma ligneo esistente, a confine con l’area industriale: nella futuribile dismissione e riconversione dell’area Bonomelli (pur sempre immaginabile nelle logiche territoriali), la nuova struttura consentirebbe la “trasformazione sostenibile” nello scenario del contesto futuro.
La scelta dell’estensione monopiano, risulta ottimale per facilitare le percorrenze interne ed esterne all’asilo, per eliminare qualsiasi barriera architettonica, per le esigenze didattiche e di controllo dei bambini. Si definisce così una decisa continuità con la vocazione del luogo aperto verso il verde, il cielo e l’orizzonte.
Il radicamento al suolo attenua l’emergenza volumetrica, realizza un organismo edilizio attraversabile trasversalmente nella sala polifunzionale (anch’essa facilmente trasformabile e adattabile a diversi usi temporanei ed occasionali collegati al parco?).
La relazione attiva con il patrimonio del parco-alpini non si limita quindi al solo marciapiede urbano, comunque oggetto di trasformazione attiva del luogo.

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Paolo Granara

Si prevede qui la realizzazione di una piazzetta lastricata (con un sistema fontana), riparata, ombreggiata e protetta dalla strada; tale allargamento del marciapiede pubblico configura una soglia esterna al “recinto” dell’asilo che favorisce l’accessibilità in sicurezza e l’incontro tra la strada e la nuova struttura scolastica.
La proposta di uno schema planimetrico regolare ed ortogonale, definisce un volume parallelepipedo uniforme con un solo piano fuori terra e con il perimetro variamente differenziato; si stabiliscono, dove necessario, nuove gerarchie per i rapporti percettivi, organizzazioni spaziali e d’uso individuale e collettivo, sia all’esterno sia all’interno dell’involcuro.
Il dimensionamento e le caratteristiche degli spazi fanno stretto riferimento al D.M 18 12/1975 e s.m.i., ed è stato verificato il programma per ogni locale nel rispetto della normativa.
Il linguaggio e gli elementi architettonici valorizzano il ”senso di apertura” verso lo spazio urbano: sulla via Montecuccoli l’asilo si affaccia sulla strada con una propria individualità e solidità muraria, ma con la volontà di far tesoro della visibilità diretta dalla strada e di ridefinire un’ area di transizione funzionale.

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Paolo Granara

Verso il parco l’edifico rinuncia a mostrarsi con i suoi caratteri, propone una trasfigurazione materica del fronte, più vibrante, scomposto ma uniforme (successione doghe lignee verticali): l’edificio esprime qui la decisione dichiarata di adeguarsi, o meglio di saldarsi attivamente all’ambiente naturalistico del parco con una quinta basamentale leggera (si propone anche un’ accesso verso la sala polifunzionale).
Verso l’area Bonomelli il fronte risulta definito dalla pressoché totale aperture dei tamponamenti verticali continui e vetrati; sia dall’esterno(sulle soglie dei giardini pertinenziali alle aule sezioni), sia dall’interno, si costruisce la sequenza degli spazi, collegati da percorrenze dirette e ritmate: l’atrio d’accoglienza- ingresso e congedo dei bambini (attrezzato con armadietti spogliatoio: qui si arresta l’ingresso quotidiano dei parenti e si accede anche al piccolo blocco servizi e controllo portineria - amministrazione e spazio privato delle maestre), la grande sala polivalente con spazi d’usi flessibile (mensa, gioco, raduno), e le n.4 aule delle sezioni (sez primavera più isolata sul fondo) con gli altri locali di attività specialistiche serviti dal corridoio interno, d’esclusivo passaggio del personale interno all’asilo.

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Paolo Granara

Il tema della cattura della luce a parete o zenitale differentemente direzionata, diviene il tema ricorrente per la qualificazione spaziale e per assicurare i parametri d’aerazione e illuminazione naturale.
Anche in virtù del sito pianeggiante, l’apertura verso il cielo diviene una costante ricerca: la luce naturale sul fronte sud-est-ovest è catturata dai lucernai dal “ritagliati” nella soletta di copertura dell’edificio: nelle aule delle sezioni il solaio si piega raccordandosi alle vetrate verticali per realizzare un “pozzo di luce”, realizzando un sistema passivo di raffrescamento - ventilazione naturale.

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Paolo Granara

La sala polifunzionale, con il calpestio ribassato di quota rispetto al suolo esterno, risulta essere uno spazio trasformabile e di centralità d’uso collettivo (attività interne e feste - recite aperte ai parenti). Qui si ricerca il maggior grado di vivibilità proiettata all’esterno della sala, ma senza perdere il controllo e l’orientamento; la permeabilità visiva trasversale tra la cavea centrale e il giardino di pertinenza esterno a sud-ovest è totale; sul lato est il confine con il parco risulta aperto alla vista con un tamponamento vetrato e schermato dalle doghe lignee verticali.
Vicino al corridoio lineare si definisce un ambito della sala, rialzato e differenziato, adibito anche a spazio mensa nei turni di pranzo.
La sala polivalente è illuminata anche dall’alto, con una soluzione semplice ma efficace: a soffitto l’alternanza serrata dei pieni ( travature strutturali prefabbricate con sezione a sagoma rettangolare, a tutta lunghezza) e dei vuoti (lucernai lineari in policarbonato) aumentano l’atmosfera aperta all’ esterno.
Anche la soluzione della pensilina d’ingresso in aggetto, realizza uno sbalzo sfruttando la piegatura del solaio unificante della copertura: lo sguardo dalla via Montecuccoli quasi “decolla” verso il cielo innalzando la tensione percettiva che focalizza il varco d’ingresso principale all’edificio.
Il sistema costruttivo è composto da una successione-ripetizione di chiari e rigorosi allineamenti, trasversali paralleli alla via Montecuccoli, per stabilire la regola e le modificazioni formali e funzionali del contenitore.
La tipologia costruttiva garantisce la massima flessibilità nell’organizzazione distributiva; i fronti maggiormente chidenti sono limitati e corrispondenti ai prospetti sud nord, e lato parco.

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Paolo Granara

L’adozione di setti murari realizzati in blocchi alleggeriti in argilla espansa (si evitano casserature) e rinforzati con armature interne, sono ideali per innestarsi al solaio di copertura alleggerito, saldandosi sulle nervature alle sommità dei setti. La copertura è quindi realizzata con un getto uniforme di minimo spessore che plasma le bucature e i lucernai realizzati
Tale sistema certificato e biocompatibile, riduce sensibilmente i tempi realizzativi delle strutture, si adatta perfettamente alle bucature in copertura e consente ottimali caratteristiche e certificazioni di sicurezza delle caratteristiche sismiche, meccaniche, termiche e acustiche.
I tamponamenti secondari e le divisione interne possono essere realizzate con pareti leggere in cartongesso o in pannellature di fibre di legno mineralizzate e/o porte scorrevoli a tutt’altezza, in modo da poter chiudere (anche con serrature) o aprire totalmente i passaggi intermedi.
Tali portoni scorrevoli risultano fondamentali per sezionare il corridoio in corrispondenza della sala polivalente, il cui uso temporaneo potrebbe avvenire anche dall’area del parco –alpini?

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