Palazzina ex CONI, Viale Giacomo Matteotti 15, FIRENZE

SPIRA srl · Palazzina ex CONI, Viale Giacomo Matteotti 15, FIRENZE
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L’Ente Previdenziale INARCASSA ha acquisito nel 2005 dal CONI, proprietario dall’anno di costruzione (1950), una palazzina per uffici posta in Firenze, Viale Matteotti n.15.
Lo stabile, in completo abbandono, mostra evidenti segni di degrado dovuti, oltre a carenza di manutenzione, ad atti vandalici e a uso improprio da parte degli occupanti che vi erano insediati dal 2006.
Dopo lo sgombero dell’edificio (agosto 2011), l’Ente ha avviato le pratiche per ristrutturarlo prevedendo di articolare Il processo in due “azioni” distinte: la prima volta all’ottenimento dei pareri autorizzativi per il riordino delle facciate e del resede, la seconda alla riorganizzazione e all’adeguamento impiantistico degli ambienti interni.

L’immobile - in Zona Omogenea A2 del centro storico entro le mura - comprende un edificio di cinque piani fuori terra oltre al seminterrato e una superficie esterna di pertinenza, con accesso carrabile dal Viale.
L’area ricade nell’isolato racchiuso fra Viale Matteotti, via Cherubini, via Gustavo Modena e via Lamarmora, facente parte in origine del “Podere del Maglio”, proprietà del soppresso monastero femminile di S. Domenico, sul cui terreno fra il 1862 e il ’64 l’ing. Luigi Del Sarto progettò la formazione di un nuovo quartiere residenziale, realizzato con il piano di Giuseppe Poggi (1865). In conseguenza dell’abbattimento delle mura, il quartiere verrà a confinare sul fronte nord-est con il nuovo stradone circondario fra S. Gallo e Pinti (viale Principe Amedeo, dal 1947 viale Matteotti) verso cui si affacciava la villa con parco, su probabile disegno di Felice Francolini, comprendente il resede della palazzina odierna.
Le modifiche dei fronti previste in progetto mirano a riqualificare l’immagine urbana del fabbricato in rapporto al suo contesto storico-ambientale, attraverso un sobrio re-styling che coniuga il rispetto dei loro connotati figurativi con il miglioramento delle prestazioni dell’ involucro murario e della copertura (isolamento termoacustico, efficienza tecnica, ecc.). I materiali di cui si prevede l’impiego sono il più possibile simili, per natura e resa cromatica, a quelli tradizionali dell’architettura fiorentina.
Il progetto contempla inoltre la sistemazione degli spazi esterni di pertinenza insieme alle opere richieste per l’abbattimento delle barriere architettoniche sia sul fronte principale, eliminando l’attuale differenza di quota fra la sede stradale ed il piano terra, sia sul fianco del resede.

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L’intervento sui prospetti risulta diversificato secondo tre tipologie, in relazione ai requisiti di integrabilità con gli edifici esistenti e alle caratteristiche costruttive della palazzina.
L’attuale facciata principale presenta nella parte intonacata un sottosquadro di pochi cm. dal filo dell’edificio contiguo, il che non consente di creare un cappotto esterno. Si è previsto quindi di “recuperare” lo spessore dell’intonaco, demolendo quello esistente e realizzandone uno nuovo, con eventuale inserimento di lastre coibenti sottili in fibra di legno, fino alla perfetta complanarità con le superfici di contatto.
La zoccolatura in pietraforte, fratturata e lacunosa, viene sostituita con un nuovo rivestimento , fino a un’altezza di circa 480 cm., in lastre di quarzarenite disposte a fasce orizzontali su una base di conci levigati, variando la texture della zona soprastante, così da ottenere un’alternanza di filari levigati e altri con superficie a filo sega.

Vengono inoltre eliminati i balconi in aggetto sul prospetto principale, mantenendo invece le logge esistenti e gli attuali affacci con portefinestre che saranno riportate parallele alla facciata senza variare le superfici utili degli ambienti.
Il miglioramento delle prestazioni energetiche sarà ottenuto inserendo un cappotto interno costituito da pannelli rigidi intonacati o lastre isolanti rivestite da cartongesso.
Il prospetto laterale manterrà nella zona d’angolo le caratteristiche del fronte principale, mentre per quelle arretrate si prevede di realizzare una parete ventilata rivestita delle medesime lastre lapidee.
I restanti prospetti, distanziati dal fronte stradale, saranno rivestiti con un cappotto esterno costituito da una lastra coibente rigida di spessore fino a 15 cm finita ad intonaco.

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Gli Infissi fatiscenti o mancanti saranno sostituiti con serramenti metallici a taglio termico e vetrate a doppio camera per adeguarli al livello di coibenza termica della pacchetto murario; ove si rendesse necessario adattare l’altezza dei davanzali alle nuove quote di calpestio degli ambienti interni, verranno installate barre metalliche integrate nel profilo dell’infisso.
La cancellata di ingresso al resede sarà restaurata e motorizzata, mentre l’accesso pedonale sarà spostato sul lato opposto per poter inserire un nuovo albero nello spazio retrostante.
Il suolo del resede verrà rimodellato ai fini della fruizione degli spazi destinati a parcheggio. Le aree di sosta saranno pavimentate con elementi autobloccanti, mentre nel percorso carrabile sarà riproposta una pavimentazione in cubetti di porfido a curve concentriche
Per la sistemazione del verde si prevede di abbattere le tre emergenze arboree in precarie condizioni (tiglio, acero, bagolaro), sostituendole con alberi di piccole dimensioni, non risultando opportuno il reimpianto con alberi di pari grandezza, giacché i due esemplari rimanenti (sequoia e bagolaro) coprono da soli gran parte della superficie del resede. Si è quindi preferito l’impiego di alberature di forma compatta e fastigiata, che possano essere agevolmente inserite negli spazi residuali.

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