Il borgo sostenibile Milano, Figino

concorso

Stefano Galinta, Stefano Guidarini, Pierluigi Salvadeo, Paolo Mazzoleni · Il borgo sostenibile Milano, Figino
Stefano Galinta

L’impianto di progetto consiste in un’unica grande corte-giardino, talmente dilatata nelle sue dimensioni da costituire un vero e proprio paesaggio nel paesaggio.

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La corte-giardino,si insedia tra il fontanile Materno a ovest e il fontanile Maiera a est.
E’ un progetto flessibile che si presta, senza essere snaturato, a numerose varianti e a successivi approfondimenti, sia per quanto riguarda l’organizzazione e la composizione degli alloggi sia per quanto riguarda la definizione dello spazio aperto pubblico.

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La corte-giardino entra in relazione, favorita dalla sua stessa dimensione, anche con il sistema dei parchi alla scala sovralocale (Boscoincittà, il Parco di Trenno, il Parco dei Fontanili di Rho, il bosco di Quinto Romano e il bosco della Giretta di Settimo Milanese).

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La grande corte-giardino ha radici storiche nella morfologia urbana di Figino, come si nota nella planimetria di Milano di Giovanni Brenna del 1865: il borgo era caratterizzato da grandi corti comunicanti tra loro, arricchite dalla presenza di giardini e di orti.

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La variazione delle altezze e dei fronti edilizi descrive un vero e proprio paesaggio in grado di confrontarsi con la vastità del territorio agricolo e con la dimensione locale del borgo di Figino.
Alla scala locale, gli elementi naturali esistenti nell’area - orti, prati, filari alberati, fontanili, fossi, strade poderali - non vengono alterati, ma al contrario vengono valorizzati all’interno della grande corte-giardino, mantenendo il loro attuale rapporto con il paesaggio.
La corte non è chiusa sul suo perimetro.
Una serie di aperture verso l’esterno permette di traguardare attraverso la corte, come nel caso del varco in asse con via Rasario, corrispondente a una strada poderale e a un fontanile in secca.
A ovest la disposizione dei corpi edilizi apre il perimetro verso la scuola e permette al sole al tramonto di illuminare la corte.

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Il lato est della corte è interamente sollevato da terra su pilastri, per permettere una totale continuità con il sistema degli orti nell’area B individuata dal fontanile Maiera.
A nord, lungo il tratto est-ovest di via Rasario, si attesta la maggior parte delle funzioni compatibili con la residenza (FCR), dei servizi per l’abitare e dei servizi locali e urbani (vedi punto c).

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Lungo questo lato della corte-giardino si sviluppa uno spazio pedonale pavimentato, una sorta di grande passeggiata (o piazza lineare) lungo la quale si sviluppano le attività all’aperto.
Questo spazio pubblico è inteso come un campo di possibilità, caratterizzato dalla più ampia accessibilità e versatilità d’uso.
E’ lo spazio delle relazioni urbane, portate anche all’interno della corte. Il corpo lineare che vi si affaccia, destinato a servizi e a spazi commerciali di vicinato, ha una copertura a verde.

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