Riqualificazione Dell'area Dell'ex Parco Bombrini

stefano cioncoloni, Studio 4, Cecilia Gavello, Enrico Olia, Sara De Biasi, Luca Daniele · Riqualificazione Dell'area Dell'ex Parco Bombrini
stefano cioncoloni

1 PREMESSA E ANALISI

stefano cioncoloni, Studio 4, Cecilia Gavello, Enrico Olia, Sara De Biasi, Luca Daniele · Riqualificazione Dell'area Dell'ex Parco Bombrini
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1.1 La riconversione di un’area ex industriale in un parco

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Se guardiamo ai numerosi esempi di riconversione di un’area ex industriale in un parco urbano che l’urbanistica europea a cavallo del secolo XX e XXI ci fornisce, vediamo una rivincita dello spazio libero sul costruito, del riposo sulla fatica, del silenzio sul rumore, ottenuta modificando o trasferendo “altrove” le attività produttive ancora rimaste nelle città europee, e restituendo loro, quasi a compensarle di secoli di vessazioni, enormi aree per attività non produttive utili al miglioramento della qualità della vita.

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1.2 Gli obiettivi del concorso

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Nel caso specifico, l’obiettivo del concorso, bandito dal Comune di Genova con i fondi della legge per la progettazione delle aree ad alto rischio industriale, è di risarcire almeno in parte i cittadini della delegazione di Cornigliano, un tempo fortunati abitanti di una delle località di vacanza più note del genovese, dai danni arrecati da più di un secolo di industria pesante.

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1.3 La memoria del Luogo

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Seguendo il bando di concorso si vuole prima di tutto realizzare un parco il più grande possibile senza però rinunciare alla memoria del luogo: essa però non viene intesa come mera conservazione/riuso di alcuni o tutti i manufatti produttivi esistenti

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La memoria del luogo,il “genius loci” del lungo Polcevera, vero e proprio asse produttivo ed infrastrutturale della città, risiede invece nelle modalità, qualità e dimensione del costruito:

grandi manufatti a destinazione industriale connotati da una utilitaristica semplicità formale, posti sulle piane alluvionali del fiume sia parallelamente che perpendicolarmente ad esso

edilizia a blocchi su una trama a quadricola dei quartieri intorno a Via Cornigliano;

grandi nodi infrastrutturali su più livelli quali i binari ferroviari in sponda sinistra, lo svincolo di Bolzaneto, il ponte di Morandi, i ponti carrabili.

Appaiono degni di nota il fabbricato del frantoio minerali o la torre/tramoggia nell’area 2, che potrebbero diventare contenitori culturali benchè localizzati dal bando di concorso in un’area destinata principalmente alle nuove attività produttive.

1.4 L’orografia

L’orografia del sito è caratterizzata da una piana alluvionale a quota + 4 pressochè costante ed indifferenziata.Questa zona soffre della difficile connessione con la quota +9 di Via Cornigliano e rimane chiusa dalle infrastrutture esistenti e proposte dal bando di concorso.

2 IL PROGETTO

Il progetto, interpretando il particolare “genius loci” dell’area, si sviluppa sul territorio per grandi segni “ a scala industriale”, concentrando la gran quantità di funzioni richieste dal bando in tre grandi edifici caratterizzati dalla semplicità della forma, dallo sviluppo rettilineo ininterrotto, dalla larghezza costante di m 12: tale strategia permette da una parte che rimanga più spazio possibile al parco e dall’altra una chiarezza e semplicità d’intervento che non possono che giovare al riordino di un contesto urbano eterogeneo e confuso.

Il progetto vuole:

1) portare il parco sull’argine per metterlo in relazione anche solo visiva con la zona “oasi faunistica”;

2) proteggere il parco dal rumore e dalla vista della strada a scorrimento veloce in sponda destra sovrastandola con uno sbalzo/promenade lungo fiume;

3) rispettare il vincolo di area esondabile con cadenza sessantennale posto dal Piano di Bacino del Polcevera

4) connettere dolcemente la città a quota di +9 slm (Via Cornigliano) con il nuovo parco sito a +4 attraverso il nuovo giardino pensile;

5) potenziare la funzione di arteria urbana di servizio del lungo fiume localizzando lungo essa un enorme parcheggio in struttura a due piani di mq 48.000 per 1900 posti.

6) realizzare la connesione pedonale con la Fiumara attraverso il lungo edificio ponte posto a protezione dalla ferrovia a sud del lotto.

2.1 IL GRANDE PARCO URBANO

Il grande parco urbano di 45.000 mq (settore A1) diviene il tessuto connettivo pedonale tra la città a ponente/nord ed i nuovi fabbricati a levante/sud e disponendosi su due livelli risolve la connessione tra le quote orografiche esistenti.

La presenza di numerose funzioni all’interno del parco garantisce flussi pedonali tali da evitare fenomeni di degrado che affliggono spesso i giardini pubblici.

Viene restaurata intorno alla villa un’area di 6.700 mq di quello che rimane (magnolie, palme, la peschiera) dell’originale giardino storico.

Una ampia promenade lignea affacciata a sbalzo sul fiume si interseca con il disegno del verde connettendo via Cornigliano con il ponte pedonale verso Fiumara e generando i due percorsi pedonali in discesa verso Villa Bombrini.

2.2 LE PIAZZE

Le piazze di progetto sono utilizzabili sia per i mercati temporanei, che ora si svolgono lungo le strade secondarie a valle di Via Cornigliano, sia per le attività di gioco, sport o riposo di bambini ed adulti; sono trattate come piazze ottocentesche pavimentate e bordate d’alberi in modo da inserirsi con coerenza in un già consolidato tessuto urbano.

La grande piazza pedonale nel settore B di circa 12.000 mq a monte dell’edificio residenziale è destinata il mercato coperto, memoria dei mercati Comunali del XIX secolo.

Essa è collegata attraverso un passaggio tagliato nel fabbricato residenziale alla piazza della stazione.

Da qui una nuova galleria commerciale vetrata collega Piazza Metastasio con Via S.Giovanni D’Acri ed,a seguire, con il nuovo polo sportivo e il parco.

La piazza di fronte al prospetto nord di villa Bombrini nasce dal declassamento di Via L.Muratori. ottenuto grazie alla proposta di modifica della viabilità di bando spiegata di seguito.

La fascia al piede degli edifici viene attrezzata con dehors in vetro e metallo che godono dell’ottima esposizione a sud, della bella vista del giardino e della villa storica.

Per Piazza Massena, settore G, essendo oggetto di studio a cura della Civica Amministrazione, si propone solo di collegare il marciapiedi di Via Cornigliano attraverso scale pubbliche con la sottostante piazza di villa Bombrini.

2.3 GLI EDIFICI

La nuova scuola materna (2.500 mq.). occupa il piano terra dell’edificio cerniera tra il giardino pensile ed il parco a quota +4. La distribuzione degli spazi interni è volutamente semplice in modo da rendere gli spazi costruiti più consoni ai bambini. Una “Rue corridor” posta sul lato levante, caratterizata da grossi tagli sul solaio con funzione sia di aereazione che di illuminamento, da accesso sia alle aule che alle “piazze” interne, spazi di socializzazione; mentre nelle testate dei corpi costruiti sono posizionati i locali per amministrazione e cucine.

Le aule della scuola materna hanno una sezione su due livelli per i differenti usi a cui sono soggette nel corso della giornata.

Tra la scuola materna e quelle elementari e medie soprastanti viene realizzato un piano libero di connessione visiva e fisica tra i 2 livelli del parco.

L’edificio delle scuole elementari e medie è stato pensato come una grande trave reticolare abitata appoggiata su pilastri midollari contenenti i sistemi di risalita.

Le due scuole esistenti a monte di via Cornigliano (settore C) diventeranno con il declassamento della stessa, degli appetibili spazi per varie attività. La prima, che si affaccia sui Giardini Luciano Melis, unisce alla buona localizzazione anche la qualità di parte del fabbricato, costituito dalla antica Villa Spinola Canepa della fine del XV secolo-inizio XVI. La seconda, affacciata direttamente su Via Cornigliano da un basamento rialzato, è un fabbricato della seconda metà del XX secolo e come tale facilmente adattabile a funzioni terziarie, di produttivo qualificato o addirittura di residenza. Il progetto propone la loro vendita per finanziare il nuovo parco e annessi servizi.

Nuove residenze vengono proposte sia nel settore D che nel settore B. Le prime, di superficie pari a mq 3.480 su 3 piani si allineano lungo l’esistente Via S.Giovanni D’Acri rafforzandone la sua importanza come nuovo collegamento tra via Cornigliano e la nuova strada a scorrimento veloce a sud. Il nuovo volume è posto su pilotis in modo da ricostruire il filo stradale senza interrompere l’invito alla retrostante piazza ed al parco.

Le seconde invece, di superficie pari a mq 7.160 su 5 piani, miste ad attività commerciali, sono contenute nel troncone di ponente del grande fabbricato/cortina posto a sud del lotto d’intervento. Il fabbricato alto 7 piani come la media degli edifici circostanti, ha commercio al piano terra, cinque piani di residenza ed un ristorante/bar panoramico sulla copertura.

Gli edifici residenziali esistenti (settore E) costituendo il nuovo prospetto degli interventi urbani del progetto vengono riqualificati, senza esserne snaturarti, mediante la posa in opera di una seconda pelle in vetro a costituire loggiati/balconi, chiudibili d’inverno per accumulare calore mentre d’estate utilizzabili come schermo ai raggi solari diretti o apribili per ventilazione secondo i dettami della bio architettura.

2.4 L’EDIFICIO PONTE E LE ATTIVITA’ SPORTIVE

L’edificio ponte è localizzato a sud del settore A, in adiacenza con la ferrovia. La sua sezione è analoga a quella della scuola. Al suo interno trovano collocazione le seguenti funzioni:

7500 mq di produttivo qualificato, direzionale e ricerca

2000mq di servizi per le attività sportive

Le attività sportive che vi si connettono sono: la grande piscina coperta ed gli impianti sportivi scoperti disposti su una superficie di 12.000 mq.

L’edificio sviluppandosi in continuità realizza il “ponte abitato” di connessione pedonale con la Fiumara contenente l’osservatorio ed il museo destinato all’Oasi Faunistica.

2.5 LA VIABILITA’ ED I PARCHEGGI

La viabilità proposta dal bando ( settore I) viene assunta per intero dal progetto tranne la strada prevista nello spigolo nord–est del lotto che scende da Via Cornigliano alla nuova strada in sponda destra del fiume. Il progetto, per evitare discontinuità tra il giardino pensile e la città a quota 9, propone la realizzazione del raccordo con una nuova bretella sul fiume.

2.6 VIA CORNIGLIANO

Via Cornigliano (settore F,) viene declassata grazie alla nuova viabilità a scorrimento veloce a sud della ferrovia: si propone una classica sezione da “boulevard” con ampi marciapiedi ed alberature.

2.7 I PARCHEGGI

I parcheggi nei settori A, B e D sono rispettivamente di 48.000 mq per circa 1900 posti, di 16.000 mq per 640 posti e di 6.000 mq per circa 240 posti.: il loro utilizzo sarà in parte di proprietà in parte a rotazione. (vedere tabella)

2.8 L’OASI FAUNISTICA

Per l’oasi faunistica (settore L) essendo oggetto di studio a cura della Civica Amministrazione, non si fornisce alcuna proposta in merito.

Il progetto ne valorizza comunque la fruizione in primo luogo portando il parco sull’argine per metterlo in relazione visiva con la zona “oasi faunistica” ed in secondo luogo realizzando un ponte che diviene sia un comodo osservatorio al coperto (per esempio realizzando parti del pavimento del ponte in vetro per osservare l’oasi anche dall’alto) che un piccolo “museo di storia naturale” di circa 2800 mq di uffici e spazi espositivi, focalizzato sul tema della flora e fauna fluviale delle zone umide mediterranee.

2.9 LA NUOVA STAZIONE DI CORNIGLIANO

Per la nuova stazione di Cornigliano (settore H), attualmente allo studio da parte della Civica Amministrazione, si propone un collegamento attraverso due passi pedonali a quota +4 alla nuova galleria commerciale vetrata che collega Piazza Metastasio con Via S.Giovanni D’Acri.

2.10 INNOVAZIONE TECNOLOGICA E CARATTERI DISTRIBUTIVI

L’obiettivo di una progettazione “climaticamente orientata” è stato quello di garantire la massima captazione solare dei fronti maggiormente esposti all’irraggiamento solare diretto. Essi sono stati pensati con doppia “pelle” e con un giusto equilibrio tra parti vetrate e parti costruite in modo da ottenere sia l’ illuminazione diretta sia i cosidetti “muri di accumulo” che garantiscono uno smorzamento dell’onda termica restituendo durante la notte l’energia termica immagazzinata di giorno.

Per scongiurare pericoli di surriscaldamento si è scelto di dotare l’ultimo piano della facciata con un sistema di frangisole (brise soleil). I prospetti esposti all’irraggiamento diretto sono stati dotati di un sistema di bocchette in grado, nella stagione estiva, di smaltire all’esterno l’aria calda creando un effetto camino e favorendo quindi anche la ventilazione naturale, trasversale all’edificio.

Lo schema planimetrico e distributivo scelto rende possibile una ventilazione naturale di “riscontro d’aria” fra i diversi fronti del corpo di fabbrica.

Le acque meteoriche vengono raccolte in serbatoi interrati e riutilizzate a livello privato per gli scarichi sanitari, ed a livello pubblico per l’irrigazione del parco.

Infine sono state pensate, anche in fase di costruzione, delle strategie sostenibili per la realizzazione del costruito. Si può ipotizzare una separazione in cantiere dei rifiuti edili in più gruppi: organico, chimico, rifiuti petrosi, legno, vetro,etc. per un riutilizzo parziale, ad esempio dei movimenti di terra per realizzare la realizzazione delle fasce verdi, sistemazioni delle aree esterne e nel rivestimento interno delle pareti

2.11 L’AREA 2

Le particolarità del sito sono: 1) la presenza del canale d’acqua di mare per il raffreddamento della centrale termica dell’impianto siderurgico, un tempo anche d’emergenza per lo spegnimento della cokeria; 2) la servitù in altezza data dal cono d’involo per l’atterraggio all’aeroporto .

Il canale viene utilizzato per dividere fisicamente, il distripark (in zona extra doganale) dal produttivo portuale e dal parcheggio tir siti invece in area urbana.

La seritù aerea determina l’altezza dei fabbricati che diminuisce più ci si avvicina all’aeroporto, con 28 metri per il distripark,18 per il produttivo e 4,50/9,00 per il parcheggio autotreni attrezzato.

IL DISTRIPARK

La configurazione costruita di un distripark cambia notevolmente a seconda della merce che vi viene trattata ; non avendo specifiche in merito si è optato per una soluzione generica di capannoni a più piani o ad navata unica alta.

Le merci arrivano qui via gomma dai ponti del bacino di Sampierdarena con un nuovo ponte carrabile sul Polcevera; vengono qui trattate e poi trasportate su gomma attraverso il nuovo varco doganale a nord o su rotaia.

IL PARCHEGGIO TIR

Gli operatori portuali manifestano da sempre la carenza di aree per il parcheggio dei tir attrezzate con servizi e con custodia vigilata dei mezzi e dei carichi: la zona scelta dal progetto, baricentrica sia per le attuali attività siderurgiche, per il porto, che per il nuovo distripark e produttivo portuale appare adatta allo scopo.

IL PRODUTTIVO PORTUALE

L’area indicata come produttivo portuale potrebbe essere un area di eventuale espansione del distripark o di piccola logistica legata al parcheggio tir.

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