Strip forest

Opere ed interventi nel terrapieno SUD del bacino di Vado Ligure-Bergeggi

I principi
Il progetto parte dall’assunto che un’opera di tali dimensioni ed importanza non potrà essere invisibile, e che anzi la sua forte presenza dovrà diventare un’occasione per un intervento di alta qualità estetica.
Il secondo principio prevede di mettere in atto tutti gli interventi di mitigazione ambientale possibili, compatibilmente con la forte vocazione ambientale dell’area.
Il terzo riguarda la semplicità e rapidità esecutiva ed il contenimento dei costi di costruzione a favore di quelli per le opere di mitigazione ambientale.

Il progetto
Il “concept” del progetto si compone di due elementi principali esemplificati dal logo dell’intervento:
A levante, gli spazi dedicati alla attività portuale vengono messi in continuità fisica con i nuovi spazi coperti, dedicati sempre alle attività produttive portuali, che insistono sull’area di concorso; a ponente, le aree dedicate all’ambito urbano si pongono in stretta continuità sia fisica che percettiva con la spiaggia di Bergeggi.
I due elementi caratterizzanti l’intervento in questione sono i seguenti:
• a piano banchina un manufatto monolitico basamentale, al cui interno si svolgono le attività produttive e che si pone in totale continuità con l’arenile di Bergeggi, grazie alla progettazione di una piazza pubblica gradonata che raccorda la copertura del nuovo manufatto con la spiaggia.
• Al di sopra del manufatto basamentale ed in continuità strutturale con i pilastri dello stesso è stata progettata una struttura a “velario” con funzione sia di copertura che di mitigazione del nuovo parcheggio e delle attività portuali retrostanti.

Il Basamento
Il manufatto adibito ad attività produttiva è stato completamente progettato in struttura prefabbricata in modo da favorire la rapidità esecutiva ed il contenimento dei costi di costruzione a favore di quelli per le opere di mitigazione ambientale. Plinti di fondazione, (posti su sottofondazioni eseguite in opera) pilastri, travi a “T rovescio” e ad “L”, tegoli binervati a doppio “T”, sono tutti elementi, in parte in calcestruzzo armato normale in parte in c. a. precompresso, prefabbricati fuori opera, ed assemblati in cantiere.
La maglia strutturale dei pilastri (15 m x 16 m) è stata individuata a seguito di una approfondita ricerca che tenesse conto degli input progettuali. L’obiettivo è di ottenere al livello banchina la massima flessibilità negli usi degli spazi coperti (consentendo l’uso degli spazi anche per la movimentazione e lo stoccaggio dei container marittimi) ed individuare a livello copertura, misure che fossero dei multipli delle dimensioni necessarie per realizzare il parcheggio soprastante. Infatti, i pilastri sono stati posizionati, in direzione nord-sud, uno ogni quindici metri in modo da essere posti ogni 6 moduli (2,5 m.) di posti auto; nell’altra direzione, i sedici metri del passo strutturale consentono di realizzare la corsia (5 m.) di accesso ai posti auto, due stalli per le auto (5 m. ciascuno) ed una fascia continua larga un metro dedicata ai lucernai/evacuatori fumo degli spazi sottostanti.
All’interno degli spazi del volume costruito sono stati solamente individuati due blocchi servizi contenti spogliatoi e servizi igienici per il personale; il restante spazio è stato lasciato volutamente libero, in modo da prestarsi a qualsiasi attività o destinazione d’uso (magazzino, stoccaggio, uffici, movimentazione e smistamento container etc.) compatibile con l’attività portuale produttiva richiesta.
Sui due lati lunghi dell’edificio sono state previste le vie di fuga ed in sommità degli stessi e del terzo lato (fronte P) è prevista la realizzazione di una finestra a nastro per la illuminazione degli spazi interni e per la evacuazione dei fumi e calore con un sistema di evacuatori di fumo e calore da parete. Sul lato est (fronte P) sono infine previsti i grossi varchi di accesso e di comunicazione con la banchina portuale.
Gli EFC previsti sia in copertura che a parete sono evacuatori naturali di fumo e calore a lamelle certificati con attuatori pneumatici. La scelta degli EFC a lamelle rispetto a quelli più tradizionali a battente è dovuta al minor ingombro geometrico dei primi in fase di apertura.

Il Velario
Al di sopra della copertura del nuovo volume portuale adibita a parcheggio, il progetto prevede una struttura ombreggiante ad effetto “velario” permeabile all’acqua.
La struttura del “velario” è composta da pilastri ad “albero” in acciaio zincato e tinteggiato formati da quattro pilastrini collegati tra loro a formarne il “fusto”; a una certa quota questi si separano, divergono e sostengono la struttura principale della copertura. I quattro pilastrini sono uniti alla loro base da un parallelepipedo cavo “a bicchiere rovescio” con la funzione di innesto e collegamento strutturale con la testa del pilastro in c.a. prefabbricato del volume sottostante.
Il “velario” vero e proprio è costituito da un “nastro” di acciaio microforato corten (o di lamiera stirata di alluminio) che si sviluppa in senso est-ovest ed ovest-est svolgendosi nelle due direzioni per cinque volte, con andamento altimetrico variabile in modo apparentemente casuale richiamando il moto sinusoidale delle onde marine.
Il piano di copertura che si viene così a formare ha la capacità di attribuire un’immagine unitaria e di conferire un nuovo valore simbolico all’intervento di progetto che è così in grado di inserirsi in un contesto di alto valore ambientale senza inutili ed anacronistici tentavi di mimesi; al contrario, grazie alla sua forte presenza e qualità architettonica, dialoga con esso e si pone come elemento di grande valenza ed interesse.
Attraverso gli ampi “strappi” del nastro in acciaio corten, la copertura si smaterializza facendo entrare la luce naturale negli spazi sottostanti; di notte invece la luce si irradia dai tagli trasparenti spezzando il piano che sovrasta i parcheggi del ponte in tante superfici quasi privi di precisi contorni geometrici.
Come in una scultura di Richard Serra, artista statunitense che utilizza la massa, la gravità e le tensioni interne dei materiali come elementi scultorei, le lastre metalliche di copertura si protendono verso il paesaggio, accompagnando lo sguardo verso gli elementi naturalistici di maggior valore ambientale, il mare, l’isola di Bergeggi le colline verdi.
Al tempo stesso esso funge da opera di mitigazione sia acustica come descritto in seguito, che visiva, infatti la sua forte connotazione architettonica catalizza la percezione dell’utente e la distoglie dalla caoticità delle funzioni produttive limitrofe.
Sul confine di levante del lotto di intervento ( fronte P) la copertura in acciaio corten piega su stessa ed esce a sbalzo rispetto al fronte P. Sulla parte a sbalzo, oltre al foglio di lamiera sono posizionati, all’interno della struttura principale, dei pannelli fonoassorbenti, costituiti da una cornice metallica zincata e verniciata e da una lastra in polimetilmetacrilato (PMMA) trasparente, con interposta idonea guarnizione in gomma a tenuta acustica. Tale sbalzo oltre che caratteristiche formali ed architettoniche di grande suggestione ha molteplici funzioni: esso si comporta come pensilina di copertura agli accessi carrabili del nuovo volume; come elemento di mitigazione visiva delle aeree portuali/produttive; come barriera doganale e, non ultimo per importanza, come elemento di mitigazione acustica. Infatti grazie sia alla forma della parte terminale della copertura, che alla sovrapposizione alla lamiera di pannelli in lastre di polimetilmetacrilato (PMMA) trasparente esso si comporta come ostacolo e “deflettore” delle sorgenti di rumore causate dalle attività produttive poste a levante dell’area di intervento.
Inoltre, la funzione di mitigazione acustica del velario non si riferisce solo alle sorgenti sonore delle attività portuali, ma anche a quelle del nuovo parcheggio posto sulla copertura. Infatti, il traffico veicolare rappresenta ad oggi il più rilevante fattore di inquinamento acustico nelle città, ed i parcheggi sono inevitabilmente connessi con la presenza di un parco auto circolante.
I parcheggi sono tuttavia concettualmente connessi con la struttura a cui essi fanno riferimento e dunque il loro contributo in termini di inquinamento acustico va separato da quello del parco auto circolante sulle vie pubbliche. L’emissione sonora associata al parcheggio di una vettura si può suddividere in più fasi, che generalmente sono:
a. il percorso delle vie di accesso alle corsie di parcheggio;
b. la ricerca del posto auto libero, l’operazione di parcheggio vera e propria;
c. l’apertura e la chiusura della portiera.

La copertura in acciaio microforato Corten ( o alluminio stirato) funge da mitigazione acustica e costituisce una barriera tra il rumore generato all’interno del parcheggio e l’ambiente circostante per cui il livello atteso all’esterno risulta estremamente contenuto.
Infine il piano di copertura del velario così realizzato si presta a possibili futuri utilizzi, a seconda delle strategie di gestione del nuovo intervento. A titolo esemplificativo esso può essere utilizzato o come supporto per un sistema fotovoltaico integrato in silicio amorfo, oppure come supporto per vegetazione “rampicante” che partendo dal basamento raggiunge la copertura arrampicandosi su cavi in acciaio tesati tra il livello parcheggio e la struttura del “velario”, come schematizzato nell’immagine che segue.

Recupero acque piovane
La copertura del parcheggio, come descritto, è permeabile all’acqua sarà pertanto necessario raccogliere le acque al piano dei parcheggi sulla copertura dell’edificio. Le acque di prima pioggia, corrispondenti (in accordo con il Regolamento Regionale n.4 del 10 luglio 2009) ad una precipitazione di 5 millimetri uniformemente distribuita sull'intera superficie scolante servita, verranno trattate ed inviate direttamente in pubblica fognatura nella rete che corre parallelamente al fronte P mentre le acque di seconda pioggia, che presentano una buona qualità, verranno stoccate e recuperate in una vasca per poter essere riutilizzate per scopi irrigui e accumulo antincendio. All’interno dell’area in progetto sono infatti presenti una trentina di essenze arboree, in particolare 7 palme e 22 piante da frutto che verranno irrigate con tali acque. In questo modo non soltanto si eviteranno sovraccarichi della pubblica fognatura durante eventi eccezionali ma, dati i cambiamenti climatici di rilevante impatto ambientale, si recupera il bene acqua.

Fasi realizzative
Il soddisfacimento dei requisiti prestazionali e tecnici, illustrati al paragrafo terzo della presente relazione, è stato pensato in modo da essere realizzato in tre differenti lotti funzionali al fine di interferire il meno possibile sulle attività in essere ed in modo da lasciare sempre aperto e fruibile il percorso sia pedonale che carrabile tra il punto di arrivo dell’esistente parcheggio posto dietro l’Aurelia e il litorale.

Il primo lotto funzionale prevede la realizzazione delle opere pubbliche comprese tra il volume di nuova edificazione e la via Aurelia, in particolare la realizzazione della nuova rampa di accesso all’esistente parcheggio per le persone con difficoltà motoria, la lieve modifica della forma del suddetto parcheggio, nonché la realizzazione della rampa per disabili di accesso alla spiaggia ed infine la realizzazione della nuova viabilità, dei parcheggi e la messa a dimora delle essenze arboree previste a quota 2,50 tra il nuovo edificio e il muro di contenimento della via Aurelia.
I lavori per il secondo lotto possono iniziare una volta aperte al pubblico le aree del primo lotto in modo da consentire i collegamenti tra spiaggia e parcheggi posti oltre l’Aurelia. Essi consistono nella realizzazione del nuovo edificio mono piano e della piazza pubblica gradonata di collegamento tra la spiaggia e la copertura dell’edificio.
Il terzo lotto infine contempla le opere necessarie alla realizzazione del cosiddetto “velario”, che essendo una struttura a montaggio a secco può essere facilmente e velocemente assemblata in opera anche suddividendo a loro volta in più zone di lavorazione le aree del terzo lotto in modo da non interdire completamente l’accesso pubblico al parcheggio sulla copertura del nuovo edificio.

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