Architetture di servizio del sito Expo Milano 2015

Jesús Orúe Vázquez, Pedro Javier Ledo Márquez, Jesùs Làzaro Izquierdo · Architetture di servizio del sito Expo Milano 2015
Pedro Javier Ledo Márquez

Si vuole creare un’immagine riconoscibile alla scala territoriale mediante l’adozione di una pelle di pallet per tutta l’Architettura di Servizio, definendo così un edificio con una propria e forte identità. Sarà un solo materiale a configurare le facciate e le coperture dei manufatti, in maniera tale da renderli facilmente identificabili anche da lontano.
Inoltre il progetto vuole rendere le Architetture di Servizio elementi rappresentativi di Expo Milano 2015 e del suo tema, essendo il pallet un elemento associato alla distribuzione e al trasporto globale di merci e alimenti. Essendo il pallet costituito da legno, un materiale riciclabile e riutilizzabile, si promuove un’immagine di architettura sostenibile in accordo con i criteri ambientali proposti dall’Expo.
Si propone inoltre di identificare le varie funzioni all’interno della stecca attraverso colori e infografiche, in modo tale che i pavimenti interni in vinile riciclato abbiano lo stesso colore del pittogramma rappresentativo per ciascuna attività.

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Le Stecche di Servizio sono sì concepite come edifici compatti di grandi dimensioni, ma parallelamente il nostro progetto propone un’articolazione spaziale dei diversi volumi che compongono le diverse attività funzionali, stabilendo pieni e vuoti, arricchendo in tal modo la qualità spaziale dell’ Architettura di Servizio e costituendo una relazione intima tra gli edifici e lo spazio esterno.

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La necessità di mantenere un impianto adeguato, dell’ Architettura di Servizio, nel suo intorno, con una fluida relazione con il suo contesto, con un buon acceso ai servizi e una buona connessione con le aree limítrofe, costituisce uno dei tratti distintivi della nostra proposta, la quale prende avvio dscelta della forma e dimensione e nella distinzione tra i vari paesaggi ( il canale, il Decumaa un approccio paesaggistico, comprovato dalla considerazione degli spazi aperti come parte dell’edificio, segue ponendo attenzione ad una disposizione adeguata dei vuoti, delle terrazze e dei passaggi nelle Stecche di Servizio, e infine scende di scala nella no, l’orto, la dársena, etc.)
Per il quale si propone:

  • La creazione di passaggi trasversali a diversa scala, non solamente per migliorare la mobilità dei visitante, ma anche per relazionare spazialmente le zone est ed ovest delle Stecche di Progetto.
  • L’apertura di grandi vuoti nella zone zone di sosta del pubblico (ristorante, bar e centro di assistenza técnica), verso il canale, il Decumano, l’orto, la darsena, etc.).
  • L’ubicazione delle terrazze nel primo piano, in modo che lo spazio libero formi parte dell’edificio.
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Queste strategie contriburanno al miglioramento dello spazio pubblico come spazio multifunzionale (di sosta, di socializzazione, di intercambio, di gioco) non exclusivamente destinato alla mobilità e all’uso efficace degli spazi liberi durante tutto il giorno.

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Il principio fondamentale della nostra proposta è la modularità e la flessibilità, in maniera tale che si possa adottare un modulo alle differenti necessità delle varie categorie funzionali e delle diverse relazioni con lo spazio libero e l’orientamento degli edifici, essendo facilmente accessibile alle persone disabili e ad ogni tipo di visitatore.

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Il sistema costruttivo previsto si basa sulla prefabbricazione industrializzata da realizzare in laboratorio. E’ stato scelto l’acciaio come materiale strutturale già che sono molti i suoi vantaggi specifici, in particular modo: le sue alte prestazioni meccaniche, che assicurano sezioni snelle dal ridotto peso proprio; il suo carattere isótropo, che gli permette di lavorare tanto a compressione come a trazione; la facilità di montaggio e l’adeguata tolleranza agli aggiustamenti, propria del prodotto industriale quale è; ed il suo uso sostenibile in quanto totalmente riciclabile.

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Nella concezione della struttura prefabbricata predomina la continuità di sezioni, insieme alla facilità di montaggio, stabilendo una prima fase a secco realizzata in laboratorio dei moduli del solaio (modulo base di 4,80 x 7,30 m.), per il quale si adotta una struttura spaziale di profili leggeri che saranno avvitati ai pilastri, con un passo di 0,5 m, il che permetterà di disporre gli impianti.
Come solai si utilizzeranno pannelli sándwich autoportanti di 129 mm. Di spessore, protetti con strato di pittura bituminosa mera, formati da due tavole di agglomerato idrofobo unito ad un nucleo isolante in schiuma di polistirene espanso. Nella copertura, il pannello si proteggerà nella faccia esterna con lamina impermeabile in PVC traspirabile.

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Il rivestimento delle facciate e della copertura ventilata si realizzeranno con lastre assemblate con pezzi di euro-pallet (0,80 x 1,20 m), mediante un infisso interno di profilo metallico. Le lastre di euro-pallet si ritroveranno lungo tutta l’altezza delle facciate, formando pezzi modulari con un’altezza massima di 8 metri (10 pallet), il che implica moduli di 0,80 x 8,00 m.
Il resto dei serramenti della facciata si realizzano con sándwich autoportante di 100 mm di spessore, protetti con lamina impermeabile traspirante aderita al pannello, formati da tavole di agglomerato idrofobo unito ad un nucleo isolante di schiuma di polistirene espanso.

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Per il passo della struttura (0,50 m), nel laboratorio si potranno includere gli impianti previsti in maniera che resti solo da assemblare l’opera per collegarla tra s è, conseguendo in tal modo un risparmio di tempo ed una grande semplicità di esecuzione dell’opera.

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Da un punto di vista ambientale e sostenibile, l’ approccio alla pianificazione ha seguito l’applicazione dei parametri ecoefficienti passivi, generati dal disegno stesso dell’edificio: ottima relazione tra l’orientamento e l’uso, ventilazione naturale, controllo delle radiazioni Solari, ventilazione incrociata, coperture ventilate, utilizzo di eco-materiali a basso impatto ambientale sfruttando le risorse dell’intorno di Milano e perdite termiche mediante mezzi di controllo termici quali i rivestimenti modulari e registrabili (facciata ventilata), vetro doppio e protezione solare e parametri ecoefficenti attivi come lo sono la rete di smaltimento separata ed il riutilizzo dell’acqua attraverso un circuito interno, l’uso di energie rinnovabili, pannelli Solari termici per l’apporto di acqua calda ai sanitari.

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Materiali che si possono riutilizzare e rivendere una volta finito l’Expo della stecca H1:

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    Tutti i pallet, potranno esser riutilizzati per il loro originario utilizzo di trasporto merci

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    Il pavimento interno di tutti i servizi di realizzeranno in vinile riciclato, fabbricato con materia prime a base biológica.

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    I pannelli sándwich della facciata ed i solai.

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    La totalità della struttura metallica industrializzata.

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    Le lastre Solari termiche ed il loro impianto di recupero e l’immagazzinamento dell’acqua calda.

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    Pedro Javier Ledo Márquez

    Le luminarie e specialmente l’illuminazione con tecnología a Led.

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Lo studio delle condizioni climatiche di Milano durante il periodo di durata dell’esposizione, rivela un clima caldo ed umido con surriscaldamento durante gran parte del giorno nei mesi di Giugno, Luglio e Agosto. Nei mesi di Maggio e Ottobre, con temperatura più base, si rende necessaria la ricezione di radiazioni Solari.

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Come si dimostra nel diagramma del benessere di Givoni, il semplice uso di protezioni Solari, sommato alla carica interna che si genera nei local abitati, garantisce il confort termico nella gran parte del periodo.

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Gli alti livelli di umidità esistente a Milano in questo periodo richiedono un trattamento di deumidificazione, che si realizzeranno meccanicamente nel caso che il movimiento dell’aria indotto per i meccanismi di ventilazione fossero insufficienti per garantire il confort. Per questo, tutti i local ad uso continuo (ristorante, negozi, centro di partecipazione…) disporanno di rilevatori di temperatura e umidità connessi ai sistema di ventilazione regolando l’uso dei sistema di climatizzazione.

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