I.dot, Italian design on tour

Travelling exhibition

Alessandro Villa · I.dot, Italian design on tour
Alessandro Villa

The display walls have been paginated like pictures in a book, digital black and white prints mounted on a rigid support. Designers pictures on the exhibition walls are like paintings of a hypothetical portrait gallery.

Alessandro Villa · I.dot, Italian design on tour
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Display settings have been designed to be easily reproduced in each city the exhibition moves so to limit travelling costs and use of energy.

Alessandro Villa · I.dot, Italian design on tour
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The exhibition is produced by local providers with recyclable materials in each occasion. Graphics are digitally sent to printers and the pieces of the exhibition are provided by local showrooms as they are part of continuous productions that Italian companies export worldwide.

Alessandro Villa · I.dot, Italian design on tour
Alessandro Villa

"Ad una prima ricognizione il termine classico si direbbe adatto
ad un Museo del design, ad una collezione permanente, piuttosto che
ad una mostra itinerante i cui oggetti vengono aggiornati ad ogni edizione.
L’aggettivo classico potrebbe fare riferimento a valori molto generali
del design italiano, la cui fama è aumentata nel corso degli anni
e la cui storia ha eletto ad icone i pezzi i pezzi migliori, ormai detti, classici.
Il carattere classico del design italiano è individuabile nella netta attitudine
a generare prodotti di alta qualità, destinati a durare, destinati alle case
di una borghesia facoltosa ma che appartengono all'immaginario di tutti.
Classici oggi accessibili alle tasche di un nuovo profilo di cliente,
molto più indecifrabile, talvolta appassionato di design,
talvolta sensibile al valore della marca e del marchio,
talvolta alla ricerca di oggetti che appaghino un reale senso di benessere
estetico e materiale.
Il classico riferito al design vuol dire al tempo stesso molte cose, tutte vere.
Forse è per questo che il progetto affronta il tema in modo molto libero
e interpreta il classico come suggestione attraverso elementi espositivi
che vengono trattati in modo molto grafico, stampe digitali in bianco e nero
su supporto rigido.
Gli oggetti vengono disposti su un pavimento a scacchiera bianco e nero,
che allude al gesto meditato, alla tensione controllata che li ha generati.
I giocatori naturalmente sono i progettisti che dialogano sulle pareti dell’esposizione,
come quadri di una ipotetica galleria di ritratti.
Ritratti e nomi, come voci che echeggiano.
Ettore, Achille, Alessandro … i visitatori non si sentiranno mai soli.
La grafica degli espositori, semplici parallelepipedi, re-interpreta
il piedistallo delle statue che riporta incise le lettere, le date, i dati e ancora i nomi.
Quelli classici che ormai conosciamo bene … Rodolfo, Antonio, Michele, Enzo
… e quelli che abbiamo conosciuto negli ultimi anni, Odoardo, Giulio, Lorenzo,
Luca, Marti, Ora …"
 
Milano, Marzo 2005
 

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