Villa Unifamiliare

Scelte e Riferimenti compositivi
Si è scelto di utilizzare per la nuova edificazione un linguaggio apertamente moderno, rifuggendo inutili volontà mimetiche.
L’interessante opportunità da noi intravista e anche il senso della sfida progettuale, consiste altresì nell’assumere e metabolizzare le regole compositive della tipologia più rappresentativa del contesto (l’edificio rurale isolato) e nel riproporle in chiave moderna.
Il rispetto della continuità e della tradizione costruttiva è ricercato nella chiara organizzazione funzionale degli ambienti, nell’uso di materiali tradizionali (il legno dei pergolati, la pietra faccia a vista dei muri di fascia) e nella riproposizione della possanza delle murature intonacate quali elementi ordinatori del territorio e dello spazio.
Gli esempi nella storia dell’architettura ai quali il progetto è dichiaratamente ispirato sono tanti, ma in particolare si ricordano le nitide costruzioni “territoriali” di F.L.Wright, il senso di osmosi fra interno e esterno espresso da R.Neutra e R.Schindler, le aggregazioni lineari dei Five Architects, lo spirito mediterraneo espresso da certe opere del Razionalismo Italiano (G.Terragni su tutti).
L’organizzazione planimetrica dell’edificio è volutamente semplice e ridotta all’essenza: essa consta di due volumi principali (zona notte e zona giorno) dalla forma rettangolare posti ortogonalmente fra loro e connessi attraverso l’asse del porticato al terzo volume del garage – cantina.
Il percorso porticato oltre a fungere da linea direttrice e ordinatrice, porta dal cancello di ingresso al portone della casa e termina in un patio scoperto, vera e propria cerniera della composizione.
Su questo patio, aperto verso il giardino di agrumi retrostante e ideale luogo dello stare durante i caldi mesi estivi, affacciano la cucina e il corridoio-disimpegno, efficace elemento di mediazione compositiva e funzionale fra la zona giorno e la zona notte.
Gli spazi della casa sono individuati e connotati in pianta da potenti setti murari capaci di ordinarne le dinamiche e di generare prospettive verso lo spazio esterno.

Rapporto interno-esterno
Nella progettazione di questa casa, mediando tutti i riferimenti compositivi sopra citati e considerando le notevoli potenzialità panoramiche del sito, si è ricercata una forte compenetrazione fra gli spazi interni e quelli esterni, differenziando però, in base all’uso degli spazi, le connotazioni di questo rapporto fluido.
Così, nel salone la immensa vetrata ad ante scorrevoli quasi scompare e si è letteralmente proiettati all’esterno, grazie alle strutture del pergolato proseguite all’interno. Lo spazio della casa trova una naturale ed effettiva prosecuzione nel piano del terrazzo-basamento.
Sempre nel salone, nella parte ribassata verso nord, spazi più intimi come l’angolo lettura e la cucina richiedono un rapporto con l’esterno più ponderato e lo ottengono grazie alla maggiore presenza della massa muraria e all’azione di filtro del porticato e del patio.
Nelle camere da letto infine, l’affaccio sullo splendido panorama a sud e sul pendio verde a nord, pur fortemente direzionato dal protendersi dei setti murari, è volutamente mediato da uno spazio coperto-aperto, capace di preservare l’intimità degli spazi interni.

Pergole
Un accenno particolare merita infine la struttura della pergola che completa la composizione dell’edificio.
Il pergolato che caratterizza l’ambiente del salone consiste invece in una griglia di travi in legno di 10x20 cm, con un passo di circa 200 cm., chiusa sul perimetro e organizzata staticamente con una configurazione a “cantilever”; essa infatti si aggancia al solaio in c.a. della zona della cucina, si appoggia sulla trave spider-leg sempre in legno parallela alla vetrata e si libra quindi a sbalzo sullo spazio del basamento-terrazzo.
L’uso della trave spider-leg (mutuato dalle opere di R. Neutra) consente di liberare la vetrata dall’impegno dei necessari pilastri, permettendo dunque una totale fusione fra interno e esterno.
La funzione del pergolato è triplice:
• Nell’ampio ed elevato vano del salone esso deterrmina una sorta di linea o, per meglio dire, di piano di demarcazione e controllo dello spazio interno, ridefinendone alla maniera wrightiana le proporzioni, senza per questo rinunciare alla voluta enfasi del volume unico.
• Allo stesso tempo la creazione di questa specie di controsoffittatura, insieme al già citato uso della trave spider-leg e degli altri accorgimenti, rafforza la proiezione dello spazio interno verso l’esterno senza apparente soluzione di continuità.
• Infine, mediante le lamelle frangisole poste nella parte esterna, esso controlla l’insolazione nei mesi estivi permettendo il totale passaggio dei raggi solari nei mesi invernali; tale funzione, abbinata all’uso di finestre di ventilazione poste nella parte alta della vetrata e di una superficie di copertura piana dalla notevole inerzia termica, consente un buon controllo bioclimatico degli spazi interni e quindi un notevole risparmio energetico.

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