divisare

La città nella città

Expo dopo Expo
Scuole di architettura italiane per Milano
Università di Catania - SDS di Architettura di Siracusa

L’idea del progetto nasce come presa di coscienza delle difficoltà oggettive di oltrepassare le autostrade, i relativi raccordi in quota (ponti, viadotti) e la ferrovia.
La relazione con l’intorno più prossimo è ulteriormente negata dal fatto che, ad esclusione del nucleo residenziale costituito dalle torri di Cascina Merlata a Sud (verso cui viene mantenuto l’esistente collegamento pedonale in quota), il resto delle aree limitrofe è occupato da capannoni industriali e da attrezzature introverse come l’enorme polo fieristico, il grande Cimitero e il centro di reclusione (carcere di Bollate).
La visibilità da grandi distanze (per la scala territoriale dell’intervento la topografia pianeggiante), la riflessione sulla percezione del futuro edificato (a velocità elevate, viaggiando in auto o in treno) e lo sprawl urbano dell’intorno hanno, infine, suggerito di dar forma ad una cittadella turrita, anch’essa introversa, compatta all’esterno (in modo dar rispondere al bisogno di riconoscibilità e, al tempo stesso, limitare il consumo di suolo), ma permeabile ed articolata all’interno (così da permettere ad un programma funzionale variegato di organizzare il costruito senza negare la fisiologica complessità propria della città a misura d’uomo, restituendo spazi di vita pubblica diversificati).

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