Projects
Frontcovers
Top Favorites
Latest
Competitions
Results
Details
Newsletters
GALLIPOLI (LE), Italia

RIQUALIFICAZIONE FASCIA COSTIERA A SUD DI GALLIPOLI

PAESAGGI IN MOVIMENTO
Arch. Daniele Manni, Dott. Agr. Daniele Errico, Arch. Sebastiano Causo, Pian. Terr. Massimo D'Ambrosio, Dott. Agr. Bruno Vaglio

Arch. Daniele Manni, Dott. Agr. Daniele Errico, Arch. Sebastiano Causo, Pian. Terr. Massimo D'Ambrosio, Dott. Agr. Bruno Vaglio — RIQUALIFICAZIONE FASCIA COSTIERA A SUD DI GALLIPOLI

TAV.1 - STUDIO DI PREFATTIBILITA' AMBIENTALE

PAESAGGI IN MOVIMENTO

Arch. Daniele Manni, Dott. Agr. Daniele Errico, Arch. Sebastiano Causo, Pian. Terr. Massimo D'Ambrosio, Dott. Agr. Bruno Vaglio — RIQUALIFICAZIONE FASCIA COSTIERA A SUD DI GALLIPOLI

TAV. 2 - I CIRCUITI DELLA CITTA' PARCO

1 – SCENARI ALTERNATIVI PER LA FASCIA COSTIERA SUD DI GALLIPOLI

Arch. Daniele Manni, Dott. Agr. Daniele Errico, Arch. Sebastiano Causo, Pian. Terr. Massimo D'Ambrosio, Dott. Agr. Bruno Vaglio — RIQUALIFICAZIONE FASCIA COSTIERA A SUD DI GALLIPOLI

TAV. 3 - LE STANZE DELLA CITTA PARCO - poli multifunzione I

Un ruolo fondamentale, nella proposta progettuale (II fase), viene svolto dalla costruzione di 2 immagini interpretative: “Gallipoli città parco” e “Un territorio a due velocità”; dove vengono indagate, rispettivamente, le potenzialità insite nel concetto di parco ad assumere un ruolo determinante per l’economia di questo territorio e le diverse declinazioni del concetto di “tempo”, associato a quello di velocità, che ci permette di distinguere i tempi veloci della città e dell’economia, rispetto a quelli lenti della matrice biologica del Parco. Lo studio preliminare dell’area ha messo subito in evidenza le vocazioni di questa porzione di territorio salentino a svolgere tanto il ruolo di risorsa ambientale strategica, per il territorio comunale, provinciale e regionale, in virtù della sua qualità paesistica; quanto quello di risorsa economica, altrettanto strategica per la popolazione in esso insediata, in virtù della sua valenza turistico-ricettiva. Allo stesso tempo, però, è emerso anche un quadro poco rassicurante che, utilizzando un paradosso verbale, può essere esplicitato da: “il futuro non è più quello di una volta” (P. Valery), dovuto al fatto che l’area è interessata da dinamiche di trasformazione socio-economica che tendono a modificare profondamente l’assetto territoriale, rischiando di mettere in discussione tanto il ruolo strategico di risorsa ambientale quanto quello di risorsa economica, il che impone e richiede l’utilizzo di nuovi paradigmi, i cui elementi essenziali ci costringono ad acquisire la consapevolezza che solo il mantenimento delle risorse ambientali e storico culturali può garantire un turismo durevole nel tempo. Le risultanze emerse dalle indagine assunte nella I Fase, hanno permesso, infatti, di evidenziare le principali criticità, dovute alle scelte e ai modelli insediativi utilizzati sulla costa che, nel territorio in esame, hanno portato alla costruzione della strada litoranea a pochi metri dal mare; a veri e propri agglomerati urbani costruiti nelle paludi bonificate (situati in aree ad elevato rischio di allagamento: Baia Verde); a grossi complessi turistico-ricettivi insediati sui cordoni dunali, la cui scelta localizzativa non ha minimamente tenuto conto di idonee valutazione ambientali. Le immagini interpretative, dello scenario di riferimento proposto nella I Fase, hanno tentato di descrivere puntualmente le sensibilità e le vulnerabilità registrate da un territorio che, per due mesi all’anno, si trova nelle condizione di subire un carico turistico smisurato e che assume le vesti di un disordinato parcheggio diffuso, la cui frenesia “stagionale” è poco attenta a tutti quei fenomeni che evidenziano le principali alterazioni in atto, come: ? l’erosione costiera, stimata nello studio Simon Costa, con valori massimi di trend erosivo pari a1,5 m/anno (lo studio ha riguardato il tratto della Baia Verde), dovuta alla distruzione delle dune e delle colonie di posidonia, ? l’alterazione degli equilibri idro-dinamici dovuti all’interfaccia acqua dolce/salata nelle aree retrodunali, in conseguenza delle impermeabilizzazioni e colmature effettuate nelle bassure umide con conseguente perdita di capacità depurativa del sistema filtro nei confronti di inquinanti provenienti dall’entroterra, ? la distruzione dei cordoni dunali e l’alterazione degli habitat, con perdita di biodiversità, ? l’elevata frammentazione territoriale con perdita di capacità connettiva per la fauna selvatica. Tutte queste alterazioni, oggi, mettono a dura prova la capacità del sistema ambientale ad assorbire ulteriori disturbi, con la conseguenza, per certi aspetti catastrofica, di innescare ulteriori fenomeni di degrado.

Arch. Daniele Manni, Dott. Agr. Daniele Errico, Arch. Sebastiano Causo, Pian. Terr. Massimo D'Ambrosio, Dott. Agr. Bruno Vaglio — RIQUALIFICAZIONE FASCIA COSTIERA A SUD DI GALLIPOLI

TAV. 4 - LE STANZE DELLA CITTA PARCO - poli multifunzione II

A. <> Interpretare questo territorio come una <> significa riflettere sulle potenzialità offerte da un’immagine unitaria, legata e costruita sulle qualità ambientali e paesistiche del luogo, delineando, attraverso questa prospettiva di sviluppo, nuove strategie di valorizzazione in grado di trasformare non tanto lo spazio a disposizione, quanto i modi di agire, di abitare, di pensare una nuova economia locale. L’immagine della città-parco, quindi, esprime i suoi principali temi progettuali in termini di: ? risorse ambientali (il mare, la spiaggia, il sistema dunale, le bassure umide o paludi, il reticolo dei canali, il sistema vegetazionale, ecc.), ? risorse storico-culturali (le torri costiere, il paesaggio agrario con suoi sentieri, muretti a secco, le strade interpoderali e i tracciati della viabilità storica, le masserie, i casini, le chiesette di campagna, ecc..), ? risorse infrastrutturali (svincoli e nodi della rete infrastrutturale, i principali tracciati viari, la ferrovia con le sue stazioni centrali e periferiche, gli insediamenti turistico-ricettivi, gli stabilimenti balneari, ecc..). per i quali l’immagine costruita deve rispondere in termini di salvaguardia e valorizzazione. La riflessione sui nuovi modelli di “abitare” un parco, implica un’altrettanto necessaria riflessione sulle diverse dimensioni del “quotidiano”, sulle pratiche d’uso del territorio e dei tempi ad esso associati, su tutte quelle pratiche che potrebbero interessare quelle immagini future necessarie a valutarne la compatibilità, sia in termini di sostenibilità ambientale e sia in relazione alla domanda di servizi espressa dai residenti, dai turisti, da chi nel territorio parco ci lavora. Pensare Gallipoli come una città parco, implica una prima rilettura del ruolo delle sue infrastrutture, del modo in cui queste traducono le proprie relazioni in un territorio che viene pensato a più velocità: non solo direttrici di attraversamento e collegamento veloce ma anche risorse legate alle pratiche del tempo libero, dello sport, della cultura. L’immagine di Gallipoli come città parco richiede di prestare, inoltre, particolare attenzione a tutte quelle attività economiche e produttive che già oggi trovano nella qualità ambientale e paesaggistica dei luoghi un valore aggiunto associato alle proprie attività: stabilimenti balneari, ristoranti, agriturismi, centri sportivi, discoteche, ecc.., che rappresentano concrete realtà in grado di garantire positive ricadute economiche per l’area, esprimendo, insieme ad altre risorse ambientali, una elevata forza attrattiva per il territorio.

Arch. Daniele Manni, Dott. Agr. Daniele Errico, Arch. Sebastiano Causo, Pian. Terr. Massimo D'Ambrosio, Dott. Agr. Bruno Vaglio — RIQUALIFICAZIONE FASCIA COSTIERA A SUD DI GALLIPOLI

TAV. 5 - SCENARI FUTURI DELLA CITTA' PARCO

B. <> Riflettere sulle dinamiche economiche di un territorio, sulle diverse velocità che lo caratterizzano, significa in parte voler indagare la crisi ambientale ed economica che caratterizza il nostro tempo. I tempi veloci della città e dell’economia Il comprensorio di Gallipoli è tradizionalmente caratterizzato da un modello produttivo in cui prevalgono le piccole e medie imprese e la specializzazione produttiva che trova, oggi, nel settore turistico-alberghiero e nella pesca la sua naturale vocazione. Nella storia, la sua particolare posizione geografica e la presenza di importanti infrastrutture, come il porto, hanno permesso a Gallipoli di assumere il ruolo di città strategica per le relazioni mercantili nel mediterraneo. Oggi, questa città, si trova nella condizione di doversi confrontare con rilevanti fenomeni di crescita delle attività terziarie di piccole dimensioni e con l’emergere di una domanda di spazi e strutture per la logistica. Si registrano, inoltre, una certa propensione alla terziarizzazione dell’assetto produttivo e la progressiva trasformazione delle attività agricole, che passano da forme tradizionalmente estensive a incipienti forme di intensivazione, con lo sviluppo di coltivazioni agricole protette (serre) che interessano soprattutto il versante sud-orientale del territorio (in prossimità con quello di Taviano). Diffuse risultano le attività economiche legate alle pratiche del turismo e del loisir (ristorazione, B&B e agriturismi, stabilimenti balneari, locali notturni, ecc.. ). Pertanto, interpretare questo territorio attraverso i “tempi della città e dell’economia” significa cogliere l’eterogeneità e le velocità delle trasformazioni che lo caratterizzano, riflettere sulle implicazioni con il quadro sociale e demografico, chiamato ad esprimere nuove dinamiche, ipotizzando uno sviluppo compatibile con le risorse del territorio.

Arch. Daniele Manni, Dott. Agr. Daniele Errico, Arch. Sebastiano Causo, Pian. Terr. Massimo D'Ambrosio, Dott. Agr. Bruno Vaglio — RIQUALIFICAZIONE FASCIA COSTIERA A SUD DI GALLIPOLI

TAV. 6 - STRATEGIE AMBIENTALI, ECOLOGICHE E SOCIALI PER UNA CITTA' PARCO

I tempi lenti del parco: la durata e la lentezza come fattori strategici di sviluppo Il tema della velocità ha cambiato e sta cambiando radicalmente la dimensione e il tessuto della vita quotidiana: questa trasformazione influenza tanto l’ambiente quanto il modo di pensare. I fenomeni di suburbanizzazione, il degrado delle periferie, l’insularizzazione degli spazi verdi urbani, ci costringono ad usare il tempo, lo spazio e il proprio corpo con modalità molto differenti da quelle del passato. La dismissione della strada litoranea, pertanto, con l’uso sociale e culturale del suo tracciato che diventa uno spazio pubblico, offre alla città di Gallipoli un’interessante alternativa, quella di creare una vera e propria promenade, un unico itinerario narrativo tra città antica e parco, attraverso la costruzione di nuovi paesaggi dove la camminata non copre più lo spazio minimo che separa un edificio da un altro ma diviene un’attività culturale, uno svago, un nuovo modo di muoversi o un viaggio lento che riconnette, attraverso un nuovo modello estetico, le immagini della città, del mare e della natura, attraverso una serie di elementi che lungo questo tragitto si sovrappongono, rivitalizzando il rapporto tra corpo, luogo e immaginazione. Questa immagine che ripercorre i tempi lenti del parco, individuando i concetti di durata e lentezza come fattori strategici di sviluppo sostenibile, richiama anche altre immagini, come quelle che un tempo vivificavano le nostre campagne attraverso spostamenti minuti, scampagnate che si nutrivano della melodia dei canti nei campi e che oggi si arricchiscono di nuove immagini come quelle evocate dai ciclisti, pacifiche folle ronzanti, che attraversano le belle contrade dello spazio rurale salentino e che, pedalando alla giusta velocità, testimoniano l’ipotesi di una alternativa possibile.

2 – LE CARATTERISTICHE STRUTTURALI E FUNZIONALI DELL’INTERVENTO Di seguito vengono descritti i 4 progetti strategici per la riqualificazione della Fascia Costiera Sud di Gallipoli, ognuno di essi declinato in azioni, funzioni e strategie urbane ed ecologiche.

1 Progetto di riequilibrio geomorfologico e riabilitazione funzionale del cordone dunale mediante la dismissione della strada litoranea Obiettivi strategici: contrastare l’erosione della costa mediante la riduzione dei fattori di pressione e la rivitalizzazione del cordone dunale. Realizzare, con la dismissione della litoranea, un percorso preferenziale per i pedoni che funge da struttura di connessione tra città e parco. 1.A Dismissione della strada litoranea – Intervento: viene rimosso il manto stradale asfaltato. Il tracciato originario da 8 m di larghezza (compreso di banchina) passa a 6m. Una parte viene utilizzata per la ricostruzione della duna (2 m) e la parte restante viene adibita a pista ciclo-pedonale e navetta il cui tracciato è realizzato con conci di tufo locale posati di piatto su fondo stabilizzato (4 m: ciclabile e navetta senza fughe, 2 m: pedonale fugato e inerbito in modo spontaneo). Funzione: prolungamento del ‘lungomare’ quale potenziale connessione tra città e parco. Strategia ecologica: ripascimento della duna e stabilizzazione con vegetazione indigena 1.B Riqualificazione dell’ambito strategico “Stadio-Torre S. Giovanni” – Intervento: Viene data nuova funzione e qualità urbana a uno dei principali ingressi al Parco. Si propone un intervento di “Art and Camouflage” sulle pareti dello stadio che continuerà a svolgere le sue funzioni. Con una ‘veste’ rivisitata in chiave contemporanea, le pareti esterne dello stadio vengono utilizzate per la visualizzazione di immagini del territorio. Funzione: area a servizi. Strategia urbana: si ipotizza un intervento di rigenerazione urbana con la riqualificazione di piazza S. Giovanni, la rivisitazione del fronte strada relativo al Lido e allo Stadio con l’inserimento di spazi destinati a parcheggio e servizi. 1.C Riqualificazione dell’ambito strategico “Baia Verde” – Intervento: L’immagine “Gallipoli Città-Parco” individua questo ambito come prima tappa del ‘loisir’, dove si sfrutta tutta la larghezza del tracciato originario per realizzare una “Piazza sul Mare” in corrispondenza dell’attuale Lido della Baia Verde. Qui si svolgono, preferenzialmente, funzioni sociali e ludico ricreative, potenziate dalla concentrazione di stabilimenti balneari (chioschi) per i quali viene prevista: l’autosufficienza energetica (pannelli fotovoltaici), supportata da strutture ombreggianti, e, preferenzialmente, una veste strutturale e funzionale univoca. Funzione: area ludico ricreativa per il tempo libero. Strategia urbana: garantire un’elevata qualità estetica e funzionale degli elementi urbani e paesaggistici. 1.D Ricostruzione dell’intero cordone dunale nel tratto Baia Verde-Samari – Intervento: la pista ciclo-pedonale lascia libera la linea di costa e penetra dietro al cordone dunale in prossimità della “Praja”, dove, alle spalle di essa, sfruttando i tracciati esistenti, incontra il primo <> formato da moduli che si ripetono nelle diverse postazioni previste: pista ciclo-pedonale, area multifunzionale destinata a servizi, parcheggio (localizzato in un’aree interessata in passato da interventi di colmatura di bassure umide o incolti). Qui, dietro al cordone della duna, la pista segue l’antico tracciato della litoranea di Gallipoli per giungere al Samari. Una serie di sentieri esistenti garantiranno l’accesso alla spiaggia. Funzione: eliminare le forti pressioni presenti sul cordone dunale per salvaguardarne le funzioni in termini contrasto dei fenomeni erosivi e tutelare un habitat prioritario costituito da: “perticaia costiera di ginepri (Juniperus spp.)”, v. carta Habitat. Strategia ecologica: conservazione e ripascimento naturale del cordone dunale.

2 Progetto di espansione della naturalità Obiettivi strategici: Mantenimento e incremento dei valori di biodiversità in modo diffuso su tutto il territorio e potenziamento dei settori ecologici individuati come ambiti strategici per restituire funzionalità al sistema ambientale. Vengono proposti interventi di rigenerazione degli ecosistemi filtro necessari a migliorare le prestazioni ambientali nei confronti dei principali fattori di inquinamento. 2.E Rinaturalizzazione del canale Samari – Intervento: Rinaturalizzazione del fondo e delle sponde del canale che viene reso permeabile e in grado di ospitare vegetazione igrofila. Viene proposto il rivestimento delle pareti e del fondo con pietrame a secco in modo da svolgere una funzione depurativa nei confronti delle acque di scolo (finissaggio) e il ripascimento della falda. Funzione: vettore terra-mare e corridoio ecologico. Strategia ecologica: riequilibrio ecologico-funzionale del sistema escretore. 2.F Rivitalizzazione degli ecosistemi-filtro: le paludi – Intervento: Vengono ristabilite le capacità depurative delle unità palustri e dei prati umidi. Funzione: area di riequilibrio ecologico. Strategia ecologica: favorire la funzione depurativa e di mantenimento degli equilibri idrodinamici 2.G Giardini d’acqua – Intervento: Si propone la realizzazione di un paesaggio d’acqua multifunzionale (giardino). Funzione: legata sia agli aspetti ecologico ambientali e sia a quelli ludico-ricreativi. La coltivazione e conservazione in situ di specie palustri assolve, inoltre, alle esigenze didattico-educative. Strategia ecologica: incrementare gli ambienti umidi per l’avifauna migratrice. 2.H Espansione, infiltrazione e percolazione della naturalità – Intervento: si propone l’inserimento di tessere elementari di paesaggio (siepe, filari alberati, bosco, ecc..) in continuità e contiguità con quelle preesistenti. Funzione: innalzare la capacità stabilizzante del sistema e fornire direttrici di permeabilità. Strategia ecologica: viene perseguito un incremento dell’apparato stabilizzante e resistente, innalzando i livelli di capacità biologica del territorio.

3 Progetto di adeguamento ambientale del reticolo stradale Obiettivi strategici: Si persegue l’incremento della qualità ambientale e urbana, attraverso l’implementazione di un sistema di “mobilità ecologica”, l’accessibilità e i collegamenti all’interno del Parco e con il sistema insediativo esterno, attraverso la realizzazione della rete ciclopedonale al fine di collegare le funzioni presenti all’interno del parco con la città. 3.L Riordino della viabilità – Intervento: Viene garantita la continuità territoriale dell’area e implementato un sistema a minor impatto. Sfruttando al massimo i nodi della rete infrastrutturale esistente (svincoli della superstrada, rete viaria comunale, pendoli ortogonali alla linea di costa, bretelle di completamento previste dal PRG, ferrovia, ecc..), si accede ai poli multifunzionali di interscambio, per i quali si è ipotizzato la possibilità di ospitare diverse funzioni: aree a parcheggio, aree multiservizi, collegamento con la rete della mobilità lenta e con la mobilità ecologica costituita da “APE-Navetta” e Bike Sharing. Nelle aree multiservizi si trovano: punti di ristoro, spazi gioco per bambini, aree per lo sport, isole ecologiche per i rifiuti, stazioni Bike Sharing e “APE-Navetta”, punti di primo soccorso, info- e internet-point. Queste aree a servizi perseguono: 1. l’autosufficienza energetica attraverso i pannelli fotovoltaici che vengono utilizzati anche per ricaricare i mezzi elettrici (APE-Navetta, Bicicletta), 2. alti rendimenti bioclimatici attraverso ombreggianti (Brise soleil) e sistemi verdi (alberature) integrati da specchi d’acqua che svolgono funzioni fito-depurative, all’interno dei locali, attraverso sistemi di raffrescamento passivo. Funzione: dismissione della litoranea e razionalizzazione del sistema della mobilità. Strategia ecologica: perseguire maggiori valori di continuità ambientale, minimizzando le pressioni sugli Habitat. 3.M Aree a parcheggio – Intervento: Viene proposta, con la dismissione della strada litoranea, una nuova distribuzione spaziale delle aree a parcheggio, individuate attraverso una preventiva verifica di compatibilità ambientale per la loro più opportuna localizzazione. Queste aree sono state pensate come punti di più facile accesso rispetto alla viabilità veloce di collegamento territoriale e in continuità con le aree multi-servizi, da cui partono i percorsi della mobilità ecologica che irrigano l’intera area a parco. Funzione: garantire la fruibilità del territorio minimizzando gli impatti. Strategia ecologica: si persegue la tutela delle aree o Habitat sensibili e vulnerabili, a minore capacità portante, mediante la delocalizzazione delle aree a parcheggio su siti idonei (aree precedentemente colmate, siti degradati o incolti) a maggiore capacità di carico.

4 Progetto di valorizzazione degli elementi della cultura materiale Obiettivi strategici: incentivare le politiche di valorizzazione della stratificazione storica del territorio. 4.L Itinerari narrativi – Intervento: Si persegue la creazione di una serie di percorsi ciclo-pedonali, all’interno e all’esterno del Parco. Funzione: costituisce l’elemento lineare di connessione delle diverse “stanze” della città-parco. Strategia: valorizzare l’identità ambientale, storica e paesaggistica dei luoghi.

conclusioni

Il modello guida di sviluppo ipotizzato, teso a garantire un utilizzo ottimale delle risorse, minimizzando il consumo di suolo, adotta, nei contesti oggetto di trasformazione, criteri di intervento preordinati alla tutela delle invarianti strutturali (storico-culturali, botanico-vegetazionali e idro-geomorfologiche), agendo in modo prioritario: ? sul risanamento delle situazioni più critiche rilevate nella matrice ambientale, ? sulla valorizzazione delle peculiarità e sensibilità presenti; ? sul soddisfacimento dei servizi alla persona, tenendo conto delle diverse fasce di età; garantendo una migliore fruizione e ricettività del territorio e contribuendo alla diffusione di una coscienza ambientale. Elemento fondamentale di tale visione viene individuato nella compatibilità ambientale delle trasformazioni, necessaria al perseguimento di uno sviluppo eco-sostenibile che diviene complementare ad un incremento della qualità delle funzioni sociali ed economiche che, a loro volta, assumono meccanismi di controllo e gestione finalizzati alla conservazione dei valori ambientali attraverso un uso innovativo delle risorse. Queste richiedono una propensione verso scelte a basso impatto ambientale e, in ogni caso, l’integrazione con meccanismi di mitigazione e compensazione ambientale. Il progetto, con la sua immagine strategica tesa a definire una prospettiva di lungo periodo per lo sviluppo del territorio, è destinato a orientare i processi e l’azione coordinata tra attori istituzionali, economici e sociali, ponendosi come sfondo di riferimento per le politiche di valorizzazione che l’Amministrazione intenderà mettere in atto per il governo di questo territorio. Gallipoli, 31 maggio 2010 Lab09 danieleerrico,danielemanni,sebastianocauso,brunovaglio,massimodambrosio

Outdoor-frames